Western Conference: i pronostici


Dopo la serrata, campionato ridotto a 66 partite


24.12.11

21:29

Nella Western Conference tutti gli occhi, più che per i campioni uscenti dei Dallas Mavericks, sono per gli Oklahoma City Thunder. Ci si chiede se Kevin Durant, Russell Westbrook, Serge Ibaka, Kendrick Perkins e James Harden riusciranno a fare il salto di qualità e diventare una franchigia non solo capace di vincere un campionato ma di aprire un ciclo.


Nella Northwest Division, i Thunder non dovrebbero avere problema a migliorare le 55 partite vinte la scorsa stagione. Dopo aver iniziato la stagione 2007-2008 con sono 3 vittorie nelle prime 30 partite, Oklahoma City ha raggiunto i playoff due anni fa e l’anno scorso è arrivata alle finali di conferenza.

Dietro di loro si potrebbero qualificare i Portland Trail Blazers. Anche se hanno subito la grave perdita di Brandon Roy (ritiratosi per un problema degenerativo alle ginocchia) e l’ennesimo infortunio a Greg Oden, i Trail Blazers potrebbero eguagliare le 48 partite vinte l’anno scorso. Portland è sempre più la squadra di LaMarcus Aldridge e quest’anno la dirigenza gli ha affiancato Jamal Crawford e Raymond Felton.

I Denver Nuggets dovrebbero incontrare maggiori difficoltà a ripetere le 50 vittorie del 2010-11, d’altro canto sono la squadra maggiormente penalizzata dalla serrata, perdendo J.R. Smith, Wilson Chandler e Kenyon Martin (che hanno preferito andare a giocare in Cina). Ma coach George Karl potrebbe compiere un altro dei suoi miracoli allestendo una squadra che ha nel centro brasiliano Nené e nella shooting guard Arron Afflalo le proprie stelle.

L’ultima volta che gli Utah Jazz hanno iniziato una stagione senza coach Jerry Sloan era il 1988 e in rosa avevano due giovani promesse del parquet come John Stockton e Karl Malone. I problemi maggiori per Utah dovrebbero verificarsi sotto canestro nonostante i due giovani Enes Kanter e Derrick Favors. Ma con giocatori come C.J. Miles e Mehmet Okur tirati a lucido, o irrobustitosi come Al Jefferson e Jeremy Evans, il nuovo allenatore Tyrone Corbin è fiducioso che riuscirà a migliorare le 39 vittorie della scorso stagione.

Dopo due anni e 132 sconfitte, i Timberwolves si sono separati da Kurt Rambis. Al suo posto, David Kahn ha chiamato Rick Adelman. Nella giovane, indisciplinata e carente (almeno in difesa) rosa di Minnesota, il nuovo coach vede del talento. In Kevin Love ha l’uomo alto capace di tirare e catturare rimbalzi, in Ricky Rubio ha una point guard che ama passare, e in Michael Beasley e Derrick Williams ha due ali forti fisicamente capaci di garantire una buona quantità di punti. Per dare alla squadra l’esempio della grinta e dell’aggressività necessarie a vincere un campionato, Minnesota ha ingaggiato J.J. Barea, una delle stelle della finale vinta dai Mavericks contro gli Heat.


Nella Pacific Division si prevede uno duro testa a testa tra le due squadre di Los Angeles.

I Lakers sembrano aver imboccato il viale del tramonto…da almeno due anni. Oltre a Phil Jackson, Los Angeles ha perso Lamar Odom, il suo migliore panchinaro. Sebbene siano riusciti a mantenere intatto il nucleo della squadra capace di vincere due degli ultimi tre campionati Nba, molte delle loro fortune dipenderanno dalla salute di giocatori chiave come Kobe Bryant e Andrew Bynum.

Con gli acquisti di Chris Paul, Chauncey Billups e Caron Butler i Clippers potrebbero passare da essere una squadra materasso a essere una squadra che può lottare non solo per i playoff ma anche per le finali di conferenza. Assieme al Rookie of the Year Blake Griffin, Paul ha infatti le capacità di portare la seconda squadra di Los Angeles a qualificarsi ai playoff per la prima volta dal 2006. L’ala piccola Butler, proveniente dai Dallas Mavericks, è una buona aggiunta che garantisce ai Clippers un giocatore di qualità in un ruolo dov’erano obiettivamente carenti.

Sembra improbabile che i Suns riescano a migliorare le 40 partite vinte lo scorso anno. Per ancora un altro anno, coach Alvin Gentry si affiderà al talento di Steve Nash, 37 anni, e di Grant Hill, 39, per segnare punti. Purtroppo il problema di Phoenix non è mai stato l’attacco quanto piuttosto la difesa. I Suns hanno aggiunto tre guardie free agent come Shannon Brown, Sebastian Telfair e Ronnie Price e si aspettano molto dalla matricola Markieff Morris. Ma molto dipenderà dal rendimento del centro polacco Marcin Gortat, che da quando è stato mandato a Phoenix da Orlando, ha tenuto una media di 13 punti e 9,3 rimbalzi.

I Golden State Warriors dovrebbero confermarsi come una delle squadre più divertenti da seguire. Nonostante il nuovo allenatore tutto difesa Mark Jackson, i Warriors dovrebbero mantenere la loro impostazione di squadra votata all’attacco sotto la guida di due terribili piccoli come Monta Ellis e Stephen Curry. A parte David Lee, ci sono alcune perplessità per quanto riguarda la batteria di alti. Golden State, non riuscendo a ingaggiare l’uomo grosso di prima fascia, ha deciso di dare una nuova opportunità a Andris Biedrins e a Kwame Brown.

Dopo le voci di un loro possibile trasferimento ad Anaheim, per i Sacramento Kings, il campionato 2011-12 dovrebbe essere uno di transizione. Attorno a Tyreke Evans e DeMarcus Cousins, Sacramento vuole costruire una squadra giovane. I Kings hanno confermato Marcus Thornton e aggiunto la matricola Jimmer Fredette.


Per quanto riguarda la Southwest Division, si prospetta invece un duello tutto texano tra due delle squadre più anziane della lega in termini di età media, ovvero Dallas e San Antonio.

Le perdite di J.J. Barea, Tyson Chandler e Caron Butler sono pesanti per i campioni uscenti. Ma se sotto canestro l’arrivo ai Dallas Mavericks di Lamar Odom e Vince Carter potrebbero tappare i buchi lasciati da Chandler e Butler, la voragine create dalla partenza di Barea è rimasta in parte scoperta. Delonte West non vale il play portoricano, ma i Mavs hanno sempre in squadra Dirk Nowitzky.

I San Antonio Spurs sembrano i Boston Celtics della conferenza ovest. La rosa è praticamente la stessa della scorsa stagione. Quella capace di vincere ben 61 partite e, sotto la guida di Tim Duncan, di diventare la franchigia più vincente degli ultimi 14 in tutti gli sport americani, sorpassando persino i New York Yankees nel baseball e i New England Patriots nel football. I problemi si San Antonio sono, come detto, legati all’età di giocatori chiave come Duncan, 35 anni e Ginobili, 34. E all’incapacità della dirigenza di rinnovare la rosa che ha peraltro subito la partenza di Antonio McDyess.

L’anno scorso le difficoltà degli Spurs sono infatti emerse nei playoff contro Memphis. E con la riconferma di Marc Gasol, il nucleo di quella squadra (formato anche da Rudy Gay, Zach Randolph e Mike Conley)è rimasto intatto. I Grizzlies sembrano avere dunque le carte in regola per migliorare le 46 vittorie dell’anno scorso.

Se fosse andato in porto lo scambio che avrebbe dovuto portare a Houston Pau Gasol e forse anche il brasiliano Nené, i Rockets avrebbero avuto ben altre ambizioni per questo campionato. Ma l’Nba, l’ha bloccato. E ora Houston si ritrova con Kevin Martin e Luis Scola (i due giocatori che la franchigia aveva messo sul piatto della bilancia assieme a Goran Dragic). Forse non la migliore delle situazioni.

I New Orleans Hornets stanno ancora peggio. Per la prima volta in sei anni, la squadra della Louisiana deve capire come vincere senza Chris Paul e David West. Mentre Carl Landry è stato confermato e la squadra si è rafforzata sotto canestro con l’arrivo di Chris Kaman, New Orleans ha perso il suo play e il suo miglior marcatore. Ma se Eric Gordon dovrebbe riuscire a sostituire a livello statistico West, la voragine lasciata aperta da Paul difficilmente potrà essere colmata da Jarrett Jack.

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