WikiLeaks pubblica migliaia di file: "Così la Cia ci spia". Anche su WhatsApp

Pubblicata una prima serie di 8.761 documenti sui metodi e le 'armi' dell'intelligence statunitense. Consolato Usa a Francoforte usato come sede degli hacker dell'agenzia. A rischio smartphone e persino account Twitter di Trump

Un nuovo attacco all'intelligence statunitense, un nuovo sguardo sulle operazioni condotte dalla Cia. WikiLeaks ha pubblicato oggi 8.761 documenti che svelano una parte dei segreti della Central Intelligence Agency e i sistemi usati per le operazioni di spionaggio, ma è solo l'inizio di una serie di 'leaks', secondo quanto annunciato in un comunicato stampa.

Pubblicando i documenti, WikiLeaks ha affermato che la Cia ha "perso il controllo del suo arsenale", che include software capaci di controllare i computer in tutto il mondo e di trasformare un televisore o qualsiasi altro dispositivo elettronico, come uno smartphone, in un sistema che capta ogni conversazione. Il materiale pubblicato, secondo WikiLeaks, sarebbe solo "la punta dell'iceberg".  L'idea è che gli hacker della Cia hanno sviluppato strumenti capaci di bypassare i sistemi di crittazione di app di messaggistica come WhatsApp, Signal, Telegram e Confide. Stando alla  stessa organizzazione che l'estate scorsa pubblicò le email dell'organo che governa il partito democratico e del numero uno della campagna di Hillary Clinton, la Cia è impegnata anche a usare malware capaci di "infettare e controllare" Microsoft Windows ma anche televisori Samsung.

WikiLeaks aveva anticipato la pubblicazione con messaggi che facevano riferimento a un "Anno Zero", come hanno chiamato la prima parte della serie di 'leaks', e a "Vault 7", il nome in codice scelto per questo nuovo attacco all'intelligence. L'intera serie di rivelazioni, di cui "Anno Zero" è solo la prima parte, costituirebbe la più ampia mole di documenti sullo spionaggio mai pubblicata, secondo il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, sette anni dopo le rivelazioni di Chelsea Manning e quattro dopo quelle di Edward Snowden.

Consolato Usa a Francoforte usato come sede di hacker della Cia

La Cia usa il consolato americano a Francoforte (Germania) come base per i suoi hacker che si occupano di Europa, Medio Oriente e Africa. Lo sostiene WikiLeaks secondo cui ai pirati informatici della Cia operativi a Francoforte nel cosiddetto "Center for Cyber Intelligence Europe" o Ccie vengono dati passaporti diplomatici e copertura del dipartimento di Stato. Una volta arrivati all'immigrazione tedesca, sono tenuti a dire che si trovavano nel Paese per fornire "consulenza tecnica al consolato". Una volta messo piede in Germania, gli hacker possono poi spostarsi senza più controlli all'interno dei 25 Paesi europei che sono parte di Shengen e di cui fanno parte, ricorda WikiLeaks, anche Francia, Italia e Svizzera.

Il dettaglio, spiega il sito di Assange, non è da poco visto che "un certo numero di metodi usati per gli attacchi elettronici della Cia si basano sulla vicinanza fisica". In pratica, sostiene WikiLeaks, gli hacker dell'intelligence Usa sono in grado di penetrare reti altamente protette e sconnesse da internet, come i database della polizia. "In questi casi, un funzionario, un agente o un funzionario alleato della Cia operante sulla base di certe istruzioni, si infiltra fisicamente nel posto preso di mira". Quella persona è fornita di una chiave Ubs contenente malware sviluppato per conto della Cia; una volta insireta nel computer oggetto di target, '"l'infezione" informatica ha inizio.

Agli occhi di chi è presente ma che non ha nulla a che fare con la Cia, la spia sotto copertura sembra stia usando un programma per visualizzare video o slide, o che stia giocando o addirittura usando un antivirus però fasullo. Mentre all'apparenza tutto sembra funzionare regolarmente, la Usb sta infettando e rovistando il computer in cui è stata inserita.

A rischio smartphone e persino account Twitter di Trump

Sempre secondo WikiLeaks, la Cia ha violato gli impegni presi dall'amministrazione Obama mettendo a rischio di attacchi hacker gruppi, governo e persino l'account Twitter del presidente Donald Trump. 

Il governo di Obama, sulla scia delle rivelazioni fatte nel giugno 2013 da Edward Snowden e riguardanti i programmi di spionaggio della National Security Agency, aveva deciso di adottare una procedura chiamata Vulnerabilities Equities Process con cui decidere se sfruttare o annunciare a gruppi come Apple, Microsoft e Google vulnerabilità tecnologiche gravi. Quella procedura era stata caldeggiata dalle aziende tecnologiche americane, preoccupate di perdere quote di mercato alla luce di vulnerabilità reali o anche solo percepite. Nel decidere se svelare o meno quelle vulnerabilità, un organismo creato ad hoc era chiamato a prendere in considerazione vari fattori tra cui il valore di quella vulnerabilità per le agenzie d'intelligence e il numero di persone colpite. Il punto è, dice WikiLeaks, che la Cia non ha rispettato quell'impegno sfruttando quelle vulnerabilità nel suo cyber-arsenale e ora quelle vulnerbailità sono state trovate da agenzie d'intelligence rivali o da hacker.

WikiLeaks fa l'esempio di un malware capace di "penetrare, invadere e controllare smartphone dotati di sistema operativo Android (Alphabet) e il software dell'iPhone (Apple) che permette o ha permesso il funzionamento di account Twitter presidenziali". Il sito di Assange fa notare che "se la Cia può attaccare questi telefoni, lo può fare anche chiunque abbia scoperto quelle vulnerabilità. Fino a quando la Cia nasconde ad Apple e Google i punti deboli degli smartphone da loro prodotti, questi non saranno sistemati e resteranno hackerabili". Secondo WikiLeaks, a rischio è "la popolazione tutta", incluso il Congresso Usa e gli amministratori delegati d'America.

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