Wp: Nielsen e Vitiello cacciati da Trump, erano contrari ai blitz anti-migranti

La Casa Bianca voleva arrestare ed espellere migliaia di famiglie irregolari, ma la segretaria alla Sicurezza nazionale e il capo dell'Ice si sono opposti
Immigration and Customs Enforcement

Kirstjen Nielsen e Ronald Vitiello sono stati cacciati dall'amministrazione Trump dopo essersi opposti a un piano per l'arresto di migliaia di famiglie di immigrati irregolari in dieci città. A scriverlo è il Washington Post.

Lo scorso mese, il presidente statunitense Donald Trump ha deciso l'allontanamento della segretaria per la Sicurezza nazionale e del capo dell'agenzia per la sicurezza delle frontiere e dell'immigrazione (Ice). Secondo il resoconto esclusivo del Washington Post, Nielsen e Vitiello si sarebbero opposti a un piano segreto della Casa Bianca per compiere dei blitz in 10 grandi città del Paese, per arrestare migliaia di persone entrate illegalmente dopo il fallimento della 'tolleranza zero' all'inizio del 2018.

L'obiettivo del piano, secondo le fonti del quotidiano, era di dare un segnale di forza dell'amministrazione e la sua volontà di arrestare ed espellere velocemente tutti gli immigrati entrati recentemente, compresi i bambini. All'inizio di aprile, Trump ha costretto alle dimissioni Nielsen e ha cancellato la nomina di Vitiello a capo dell'Ice, l'agenzia federale responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell'immigrazione, che guidava ad interim da alcuni mesi. Trump giustificò la decisione su Vitiello affermando che gli Stati Uniti "andranno in una direzione differente. Ron è un brav'uomo, ma andremo in una direzione più dura. Vogliamo andare in una direzione più dura".

Secondo le fonti del quotidiano, Stephen Miller, consigliere 'falco' di Trump, e il vicedirettore dell'Ice, Matthew Albence, erano particolarmente a sostegno del piano, desiderosi di eseguire degli arresti di massa che avessero grande visibilità mediatica, perché convinti che sarebbe servito da deterrente per altri stranieri intenzionati a entrare negli Stati Uniti. Gli arresti sarebbero stati compiuti a New York, Chicago, Los Angeles e altre grandi destinazioni per gli irregolari provenienti dall'America centrale; tra le città entrate nel piano, anche le cosiddette 'città santuario' (come Los Angeles), ovvero quelle dove le forze dell'ordine locali non collaborano con l'Ice per l'arresto degli immigrati irregolari. Il piano iniziale prevedeva l'arresto di 2.500 tra adulti e bambini, ma era considerato solo un primo passo verso l'arresto di 10.000 irregolari.

Secondo le fonti, Vitiello e Nielsen erano contrari ai blitz per motivi operativi e organizzativi, e non per motivi etici, considerandolo inoltre un piano inefficace. I funzionari dell'amministrazione ascoltati dal Washington Post hanno descritto l'opposizione di Vitiello e Nielsen come un fattore nella decisione di Trump di cacciare entrambi, soprattutto nella decisione di mandare via Vitiello. Miller, secondo attuali ed ex funzionari statunitensi, avrebbe detto al presidente che alcuni membri della sua amministrazione non hanno a cuore il suo interesse e che sono troppo preoccupati per la loro reputazione per applicare la sua agenda.

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