Wto: caso Airbus, Usa possono imporre dazi per 7,5 mld a export Ue

Washington contro Bruxelles sui sussidi alla società aerospaziale
Ap

Gli Stati Uniti potranno imporre dazi per 7,5 miliardi di dollari sulle esportazioni dell'Unione europea, visti i sussidi concessi da Bruxelles alla società aerospaziale Airbus. Lo ha annunciato l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), confermando le indiscrezioni di stampa degli ultimi giorni. La decisione mette fine a una parte della battaglia che va avanti da 15 anni tra Boeing e Airbus sugli aiuti di Stato; la Wto dovrà emettere una sentenza su un altro caso, questa volta dell'Unione europea contro i sussidi statunitensi a Boeing, attesa per la prima metà del 2020.

Secondo le regole del Wto, Washington può imporre dazi su qualsiasi prodotto proveniente dall'Unione europea, dagli aerei al cibo, dalle bevande alcoliche a moto e biciclette; l'Unione europea, che ha presentato il proprio ricorso al Wto contro gli Stati Uniti nove mesi dopo, potrà probabilmente comportarsi allo stesso modo, in mancanza di un accordo con Washington, visto che viene considerato probabile un pronunciamento a suo favore nel caso contro Boeing. L'amministrazione Trump ha preparato una lista di prodotti europei da colpire del valore di 21 miliardi di dollari; Bruxelles ha risposto con una lista da 20 miliardi. Washington potrebbe imporre dazi del 100% sulle vendite negli Stati Uniti di Airbus, che dovrebbe consegnare nel Paese 280 aerei tra il 2020 e il 2021.

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"Gli Stati Uniti dovevano restare in Siria per 30 giorni, questo molti anni fa. Siamo rimasti e siamo andati sempre più a fondo a una battaglia senza obiettivi all'orizzonte. Quando sono arrivato a Washington, l'Isis dilagava incontrollato nell'area. Abbiamo sconfitto rapidamente il 100% del califfato dell'Isis [...] I curdi hanno combattuto con noi, ma sono stati pagati con soldi e armi per farlo. Combattono i turchi da decenni. Mi sono tenuto a distanza da questa battaglia per quasi 3 anni, ma è ora per noi di uscire da queste ridicole guerre senza fine, molte delle quali tribali, e di riportare a casa i nostri soldati". Lo ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per spiegare la decisione di lasciare il Nord della Siria, dove la Turchia ha intenzione di attaccare i curdi.

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É Mario Platero il nuovo presidente del Gruppo Esponenti Italiani (GEI). L’ex corrispondente de IlSole24Ore a New York è stato eletto all’unanimità dall’assemblea del gruppo, fondato 45 anni fa a New York. Sempre con voto unanime, l'assemblea ha votato per nominare l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti presidente onorario del gruppo che raduna i rappresentanti delle maggiori aziende, organizzazioni e istituzioni italiane attive negli Usa. L’attuale Ambasciatore Armando Varricchio ha accettato la nomina e sarà il primo a ricoprire l’incarico. Infine, l’assemblea ha deciso di assegnare a Giovanni Pellerito, il Ceo di GP Communications North America, l’incarico di seguire l’attività di comunicazione.

Caso Ucraina, arrestati due soci di Giuliani per fondi elettorali illegali

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Due persone vicine a Rudy Giuliani, l'avvocato personale del presidente Donald Trump, sono state arrestate ieri sera in Virginia, con l'accusa di aver violato le leggi sui finanziamenti delle campagne elettorali. Lo scrive il Washington Post.

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La senatrice statunitense Elizabeth Warren, che sta affrontando la campagna elettorale per le primarie senza l'aiuto dei grandi donatori, ha detto che se otterrà la nomination democratica continuerà a rinunciare alle somme dei grandi finanziatori; si tratta di un cambio di strategia, visto che in passato aveva detto di voler rinunciare alle grandi donazioni solo per le primarie. A febbraio, alla Msnbc, aveva detto: "Non credo al disarmo unilaterale", riferendosi alle grandi donazioni di cui potrà disporre il presidente Donald Trump per le presidenziali del prossimo anno.

Montgomery (Alabama) elegge il suo primo sindaco afroamericano

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Media: la Cina pronta a discutere un "accordo parziale" con gli Usa

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La Cina è pronta a discutere "un accordo parziale" con gli Stati Uniti. Secondo Bloomberg, che cita una fonte con conoscenze dirette dei negoziati, Pechino è pronta a un possibile accordo, a condizione che il presidente Donald Trump non imponga più dazi sui prodotti cinesi, nemmeno quelli già programmati per questo mese e per dicembre. Secondo la stessa fonte, Pechino ha intenzione di offrire alcune concessioni, come l'aumento dell'acquisto di prodotti agricoli statunitensi, che però non riguardano il fulcro della contesa tra le due maggiori potenze mondiali.