Yahoo: la cybersicurezza mai stata una proprietà per l'a.d. Mayer

Puntava a progetti più ambiziosi, all’altezza di competitor come Apple o Google. Il gruppo si difende dicendo che nel 2014 erano stati spesi 10 milioni in tecnologie per la privacy
In un momento in cui le intrusioni da parte di governi stranieri e di pirati si facevano apparentemente sempre più frequenti, l’amministratore delegato di Yahoo Marissa Mayer scelse consapevolmente di non puntare sulla sicurezza, preferendo concentrarsi su altre priorità. Una strategia ben diversa da quella adottata dal rivale Google, dove aveva lavorato prima di passare al gruppo concorrente. Dopo che hacker cinesi colpirono nel 2010 vari gruppi tecnologici, il colosso di Mountain View investì milioni in cyber-sicurezza al motto "non succederà mai più"; il gruppo di Sunnyvale - che diversamente da Google non ammise mai pubblicamente di essere stato colpito - fu invece al quanto lento nell'investire nelle difese fondamentali per impedire altre intrusioni di pirati informatici. E' quello che scrive il New York Times, citando sei tra dipendenti attuali e passati di Yahoo.
 
Quando Marissa Mayer arrivò alla guida di Yahoo a metà 2012, si è trovata per le mani un’azienda in difficoltà. E pur ereditando il problema della sicurezza, l'a.d. non ne ha mai fatto una priorità preferendo lo sviluppo di nuovi prodotti e la creazione di un look più d'appeal dei suoi servizi. Peccato che quella scelta non abbia premiato visto che Yahoo ha annunciato giovedì scorso che almeno 500 milioni dei suoi utenti sono stati colpiti da hacker alla fine del 2014. Si tratta dell'intrusione più grande nella rete di un'azienda, ora al vaglio dell'Fbi, e dell'ultima batosta per Mayer: incapace di rilanciare il gruppo, ha deciso a luglio di cedere gli asset core (quelli per cui il gruppo è noto, servizio di email incluso) a Verizon per 4,8 miliardi di dollari. Non è ancora chiaro se l'invasione degli hacker condizionerà la cessione.
 
Secondo le fonti del Nyt, Mayer si illudeva di poter raggiungere (e forse superare) colossi come Google e Apple, investendo più in campo tecnologico e decisamente meno in sicurezza, almeno rispetto ai rivali.
 
Yahoo si difende: il New York Times cita una portavoce, Suzanne Philion, secondo cui il gruppo ha speso 10 milioni di dollari nella tecnologia per la criptazione all'inizio del 2014 e che gli investimenti nelle iniziative di sicurezza dal 2015 al 2016 saliranno del 60%. "In Yahoo, abbiamo una comprensione profonda delle minacce che i nostri clienti si trovano di fronte e puntiamo costantemente ad anticipare quelle minacce per mantenere al sicuro i nostri utenti e le nostre piattaforme".