Yellen falco e colomba: rialzo dei tassi più probabile. Ma non dice quando

Se i tassi non saranno toccati il mese prossimo, ci saranno altre due riunioni papabili quest'anno, una a novembre poco prima delle elezioni, e una a dicembre

Dire tutto, senza dire veramente niente. Janet Yellen nel corso degli anni ha imparato come raccontare la politica monetaria della Federal Reserve, anticipando quello che i mercati non vogliono sentire - in questo caso un prossimo incremento dei tassi di interesse - senza spaventare gli investitori, come dimostra il fatto che dopo il suo intervento al simposio di Jackson Hole i listini di Wall Street hanno puntato verso l'alto.

Il numero uno della Banca centrale americana ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte insomma, aprendo a un incremento dei tassi di interesse nel prossimo futuro, ma senza dare tempistiche precise. "Alla luce della performance solida del mercato del lavoro e del nostro outlook sull'economia e l'inflazione, credo che le probabilità di un incremento dei tassi di interesse siano aumentate negli ultimi mesi", ha detto, spiegando però che "la politica monetaria americana non è su una via predeterminata".

Le parole di Yellen lasciano aperta la porta a un giro di vite alla riunione del 20 e 21 settembre, ma danno anche alla Federal Reserve una facile via d'uscita se i dati in arrivo nelle prossime settimane dovessero rivelarsi deludenti. Il più importante di tutti per le decisioni della Fed è quello sull'occupazione, in arrivo il 2 settembre: nei mesi scorsi sono stati creati nuovi salariati a passo sostenuto e un ulteriore rafforzamento potrebbe essere il tassello che ancora manca alla Banca centrale per dire sì al secondo giro di vite in un decennio, dopo quello dello scorso dicembre.

"Le decisioni della Fed dipenderanno sempre da quanto i dati in arrivo continueranno a confermare l'outlook del Fomc", ha detto Yellen, ricordando che "l'outlook economico è incerto e la politica monetaria non è su una via prefissata" e la capacità di prevedere i movimenti dei fed funds nel corso del tempo "è abbastanza limitata", perché la politica monetaria deve rispondere a eventuali turbolenze dell'economia.

Se i tassi non saranno toccati il mese prossimo, ci saranno altre due riunioni papabili quest'anno, una a novembre poco prima delle elezioni (improbabile perché non è prevista conferenza stampa e perché storicamente la Fed non prende importanti decisioni di politica monetaria a ridosso di un voto importante come quello per la scelta del presidente americano) e una a dicembre. Vari governatori della Fed hanno anticipato un possibile rialzo a settembre, compresi quelli che hanno parlato a Jackson Hole, ma nulla è scritto nella pietra, come ha appunto sottolineato Yellen.

"Un livello dei tassi di breve termine in linea con il doppio mandato varia nel tempo in risposta a cambiamenti nelle condizioni dell'economia, che diventano spesso evidenti solo a posteriori. Per questo, la serie di ragionevoli possibilità per i tassi è abbastanza ampia". Quanto ampia? Yellen ha cercato di quantificare il range di possibilità: c'è il 70% di possibilità che i tassi si attestino tra 0 e 3,25% alla fine del 2017 e tra 0 e il 4,25% alla fine del 2018. "La ragione di un intervallo così ampio è che l'economia è spesso scossa da shock e quindi raramente evolve secondo le previsioni", ha detto.

Gli aumenti, quando arriveranno, saranno comunque graduali. "L'economia americana continua a espandersi, trainata da una solida crescita delle spese delle famiglie. Per questo, il Fomc continua a ritenere che un graduale aumento dei tassi di interesse sarà appropriato nel corso del tempo", ha detto Yellen, spiegando che anche se i tassi di interesse americani resteranno più bassi rispetto al passato, la politica monetaria della Federal Reserve "sarà in grado di rispondere in modo efficace" nella maggior parte delle condizioni economiche.

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