Yellen segue le orme di Bernanke, passa alla Brookings Institution

L'uscente governatore della Fed si occuperà di politica fiscale e monetaria nel think tank di Washington, dove lavora anche il suo predecessore

Janet Yellen segue le orme del suo predecessore Ben Bernake. Il governatore della Federal Reserve che domani terminerà il suo mandato quadriennale passando il testimone a Jerome Powell, da lunedì lavorerà come "distinguished fellow" alla Brookings Institution. Lo ha annunciato il think tank di Washington a cui passò anche colui che fu al vertice della Fed nel pieno della Grande Recessione. Le due figure sono complementari: nel dicembre 2008 Bernanke portò i tassi ai minimi storici pari allo 0,25-0,5%; nel dicembre 2015 Yellen alzò il costo del denaro per la prima volta dal giugno 2006 avviando una lentissima normalizzazione della politica monetaria americana: un'altra stretta c'è stata nel dicembre 2016 e altre tre nel 2017.

Nel frattempo lo scorso ottobre è iniziata la storica riduzione del bilancio da 4.500 miliardi di dollari della banca centrale Usa; fu gonfiato negli anni della crisi con tre programmi di acquisto di Treasury e bond ipotecari. Ora spetta a Powell - già membro del board della Fed dal 2012 - gestire il passo dei rialzi futuri dei tassi, cosa delicata visto che il mercato inizia a temere una ripresa dell'inflazione e dunque un numero di strette monetarie superiore alle tre stimate per il 2018. Yellen lascia in eredità una Fed in ordine e un'economia in ottima salute. Come fatto notare da David Wessel, direttore dell'Hutchins Center della Brookings dove Yellen si occuperà di politica fiscale e monetaria, la prima donna ad avere conquistato il vertice della Fed ha normalizzato la politica monetaria "senza fare scattare tensioni nei mercati finanziari e senza interrompere la ripresa dell'economia dalla Grande Recessione".

Quando nel febbraio 2014 lei giurò da governatore della Fed, incarico datole dal presidente americano Barack Obama, il tasso di disoccupazione era al 6,7%, sotto il picco del 10% raggiunto nel 2009 ma sopra il 4,1% a cui si trova ora e corrispondende ai minimi di 17 anni. L'inflazione, da lei definita "un mistero" nel 2017, sta finalmente riprendendosi e dovrebbe avvicinarsi al target di crescita annua del 2% fissato dalla banca centrale. Non solo. Durante il suo mandato, il settore finanziario ha guadagnato il 74%, l'S&P 500 è salito del 59% e il rendimento del titolo a due anni - il più sensibile a cambiamenti delle attese sulle mosse della Fed - è passato dallo 0,34% al 2,15%. Il trentennale è invece passato al 3% dal 3,62%.

"Anche se molti speravano che avrebbe ottenuto un secondo mandato come governatore della Fed", ha aggiunto il direttore dell'Hutchins Center della Brookings Institution, "siamo felici di averla nel nostro team". Come a dire, tanto peggio per Donald Trump se non ha voluto confermarla nel suo ruolo scegliendo invece di affidare la guida della Fed a Powell, il primo governatore in 30 anni a non vantare un dottorato in economia.

La cosa positiva è che Powell è considerato la versione repubblicana di Yellen (una democratica) e quindi non ci dovrebbero essere grossi scossoni. Resta tuttavia da vedere come saprà comunicare a un mercato che dà peso alle singole parole pronunciate. Per lui il primo test sarà nella riunione del 20 e 21 marzo prossimi, quando affronterà per la prima volta la stampa.

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