YouTube e i suoi rimborsi da 3 dollari per evitare la fuga degli inserzionisti

La piattaforma di Google sta dando piccoli risarcimenti alle aziende dopo la loro preoccupazione sugli annunci pubblicati in video legati al terrorismo

YouTube ha offerto dei rimborsi ad alcune delle compagnie le cui pubblicità sono apparse in video legati al terrorismo. Questi risarcimenti, come scrive il Financial Times, sono stati anche inferiori ai 3 dollari, motivo per cui le aziende in questione si sono rifiutate di accettare le offerte sostenendo di non voler più acquistare spazi pubblicitari sulla piattaforma che consente la visualizzazione e condivisione di video.

Come riporta lo stesso quotidiano economico, che ha ascoltato tre inserzionisti coinvolti nella vicenda, si tratta di una mossa decisa dalla piattaforma di proprietà di Google dopo una serie di colloqui avuti con le stesse aziende. Durante questi incontri i vertici di YouTube avrebbero provato a rassicurare le aziende e le agenzie pubblicitarie circa la sicurezza dei propri brand.

Nello specifico, i timori di quest’ultimi sono legati al fatto che il proprio nome sia stato associato a video dell’estremismo o incitanti l’odio e la violenza, risultando fortemente lesivi della propria immagine.

Stando a quanto riporta sempre Ft, una delle compagnie in questione, che ha chiesto l'anonimato, ha affermato che l’offerta della piattaforma è stata solamente di un "paio di dollari". Anche le altre due compagnie hanno sostenuto di aver ricevuto offerte simili. Il motivo, come spiegato allo stesso giornale da un esperto a conoscenza della policy di YouTube, è legato allo scarso riscontro numerico che i video in questione hanno avuto. Proprio per questo il presunto danno al brand sarebbe stato contenuto.

Va in ogni caso specificato che gli accordi tra YouTube e gli inserzionisti prevedono che, qualora le pubblicità di questi ultimi vengano inserite in video non in linea con la propria campagna, questi possano chiedere il rimborso alla piattaforma.

Google non ha rilasciato commenti ufficiali sulla questione anche se un portavoce ha dichiarato ad Ft che "quando qualcuno viola la policy sulle pubblicità ripetutamente, YouTube chiude l’account in questione rimborsando l’inserzionista e non pagando il creatore del video".

Si tratta di una questione molto delicata che sta mettendo sotto pressione la piattaforma da  mesi e che ha spinto diverse grosse aziende come Volkswagen, Marks and Spencer e McDonald’s ad interrompere il proprio rapporto con YouTube proprio per via del fatto che le loro pubblicità venivano inserite in video dal contenuto inappropriato.

La scorsa settimana, proprio sullo stesso giornale economico, il capo dell’ufficio legale di Google, Kent Walker, ha illustrato un piano in quattro punti che l’azienda intende seguire nei prossimi mesi per cercare di risolvere il problema e fare la propria parte nella lotta al terrorismo.

Il primo step riguarda l’uso della tecnologia, che verrà incrementata, al fine di riuscire a rintracciare con maggior precisione i video di incitamento al terrorismo. Secondo punto, poiché la tecnologia non sempre basta, riguarda l'aumento delle risorse umane che si occupano di scovare questi video. Il terzo punto è invece legato a quei contenuti non esplicitamente legati al terrorismo, ma che vengono considerati a rischio e proprio per questo gli autori non riusciranno a monetizzare da quei video. In ultimo, per evitare il reclutamento da parte dell’Isis o quanto meno provare a limitarlo, YouTube ha pensato al retargeting. Si tratta di un metodo che consente di mostrare annunci contestualizzati sulla base delle ricerche effettuate dal singolo utente. In questo caso, a coloro che cercano video che contengono incitamenti al terrorismo verranno mostrati sempre più video dai contenuti opposti con lo scopo di distoglierli dal voler abbracciare l'ideologia terrorista.

Altri Servizi

Wall Street, settimana di trimestrali

Oggi, attesa quella di Netflix dopo la chiusura dei mercati
AP

Amico di Trump inietta capitali in Weinstein Company

Il miliardario Tom Barrack tratta per comprare tutta o parte della società di produzione travolta dagli scandali sessuali del suo co-fondatore, silurato dal club degli Oscar
AP

The Weinstein Company, la società di produzione cinematografica travolta dagli scandali sessuali riguardanti il suo cofondatore Harvey Weinstein, ha raggiunto un accordo preliminare per una immediata iniezione di capitali. A concerderli è Colony Capital, società di investimento di Tom Barrack (amico di lunga data del presidente americano Donald Trump). A comunicarlo è stata l'azienda stessa, che ha iniziato un periodo di negoziati che potrebbe portare Colony Capital a comprare tutto o parte del gruppo che - tra gli altri - ha prodotto film come "Lion" e che ha distribuito "The Hateful Eight" di Quentin Tarantino.

Ecco la startup di New York che porta nel cloud il guardaroba a noleggio

Con 89 dollari al mese, Rent the Runway permette di scegliere quattro capi. Lanciato il primo spot con cui preannuncia la fine delle cabine armadio
Rent the runway

Già considerata una sorta di airbnb delle passerelle, una startup americana punta a rivoluzionare il mondo della moda. Rent the Runway, questo il suo nome, ha ampliato la sua offerta: tra i capi di abbigliamento che mette a disposizione a noleggio non ci sono più solo quelli dedicati a cerimonie ma anche alla vita di tutti i giorni. E infatti, con la sua prima campagna pubblicitaria appena lanciata, domanda a varie donne cosa faranno con le loro cabine armadio una volta che inizieranno a usare il servizio del gruppo. "A Rent the Runway non pensiamo che [la cabina armadio] esisterà in futuro", ha spiegato a Cnbc Jenn Hyman, Ceo nonché una delle cofondatrici.

Casa Bianca: taglio aliquote aziendali sosterrà i salari. I democratici: matematica fake

I consiglieri economici di Trump sostengono che riducendola al 20% dal 35%, i redditi delle famiglie saliranno almeno di 4mila dollari l'anno
AP

La Casa Bianca torna a difendere la riforma fiscale presentata a grandi linee alla fine di settembre e che Donald trump conta di portare a casa entro la fine del 2017.

Amazon sbarcherà nel mercato dell'abbigliamento sportivo (con il proprio marchio)

Lo rivela Bloomberg. La società di Bezos starebbe già lavorando con alcuni produttori di Taiwan

 Amazon entrerà nel mercato dell'abbigliamento sportivo con il proprio marchio. La società di Jeff Bezos, infatti, sta mettendo sotto contratto alcuni dei maggiori fornitori di abbigliamento sportivo per creare una propria linea, secondo le fonti di Bloomberg, preparando così il terreno per una nuova rivoluzione in un settore già in tumulto.

Haley, il falco dietro la scelta di Trump sull'Iran: "Gli Usa rimarranno nell'accordo sul nucleare solo se migliorato"

L'ambasciatrice alle Nazioni Unite ha spinto il presidente a non certificare il rispetto dell'intesa da parte di Teheran. "Ora cambiamo in meglio l'intesa, nell'interesse americano"
Ap

L'ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha detto che Washington spera di poter restare nell'accordo nucleare con l'Iran, ma che per farlo serve che il Congresso lo modifichi. "Penso che ci vedrete restare nell'accordo [...] Quello che speriamo è di poter migliorare la situazione" ha detto in un'intervista alla Nbc. "Questo è l'obiettivo. Ora siamo nell'accordo e vediamo come possiamo migliorarlo. Questo è l'obiettivo. Non quello di uscire dall'accordo. Stiamo solo cercando di rendere migliore la situazione in modo che gli americani si sentano più al sicuro".

Fmi alza le stime di crescita dell'Italia, disoccupazione sopra media Ue

"Appropriato" un aggiustamento fiscale graduale, ridurre cuneo fiscale. Dal nostro Paese il 30% degli Npl nell'Eurozona

Migliorano le prospettive del Fondo monetario internazionale non solo per l'economia mondiale ma anche per quella italiana, vista in crescita dell'1,5% quest'anno, tanto quanto il Giappone. Per il 2018 è atteso un +1,1%. E' quanto si legge nelle tabelle del World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings che da giovedì entreranno nel vivo a Washington, Stati Uniti. Le stime per il 2017 sono state alzate dello 0,2% rispetto all'aggiornamento del Weo dello scorso luglio e dello 0,7% rispetto all'edizione del documento elaborata lo scorso aprile. Nel 2016 il nostro Paese aveva registrato un'espansione dello 0,9% e l'anno precedente dello 0,8%, ricorda l'Fmi.

L'ansia, un disturbo sempre più diffuso tra gli adolescenti americani

È la storia di copertina dell'ultimo numero del New York Times Magazine ed è la più letta della settimana sul sito nytimes.com

La storia di copertina dell'ultimo numero del New York Times Magazine s'intitola "Why Are More American Teenagers Than Ever [Are] Suffering From Severe Anxiety?", riguarda il numero record di adolescenti che soffrono di pesanti stati d'ansia ed è la storia più letta della settimana sul sito nytimes.com.

Aig: effetto uragani da tre miliardi di dollari

Il gruppo rischia di chiudere il terzo trimestre in perdita. Soffre nel dop mercato. Il Ceo: "catastrofi senza precedenti".
AP

A causa degli uragani che hanno colpito gli Stati Uniti e del terremoto che ha fatto tremare il Messico, American International Group subirà nel terzo trimestre una perdita al lordo delle imposte tar 2,9 e 3,1 miliardi di dollari. Lo ha comunicato il gruppo assicurativo americano.

Bannon va in guerra contro l'establishment repubblicano e predice: "Trump trionferà nel 2020"

Per l'ex stratega della Casa Bianca, il presidente "vincerà con 400 voti elettorali". "Faremo la guerra a tutti i repubblicani in carica, tranne Cruz"
AP

Donald Trump vincerà le elezioni del 2020 con "400 voti elettorali". La previsione è dell'ex stratega del presidente degli Stati Uniti, Stephen Bannon, che ha parlato al Values Voter Summit, un evento organizzato dai conservatori sociali a Washington. Si è trattato di una risposta a un articolo di Vanity Fair, secondo cui Bannon avrebbe detto in una conversazione privata che il presidente avrebbe solo "il 30%" di possibilità di finire il primo mandato. Per conquistare la Casa Bianca, servono 270 dei 538 voti elettorali (o 'grandi elettori') e, alle ultime elezioni, Trump ne ha ottenuti 304. Un altro ex componente della squadra di Trump, Sebastian Gorka, si è spinto oltre: gli otto anni di Trump saranno seguiti da "otto anni sotto il presidente [Mike] Pence", l'attuale vicepresidente.