Zucchero e problemi cardiaci? La lobby pagò alcuni scienziati per mentire

E spostò l'attenzione sui grassi saturi. Ma oggi la scoperta di un documento del 1967 cambia tutte le nostre certezze

Negli anni '60 l'industria dello zucchero americana pagò decine di scienziati per sminuire il collegamento tra consumo e problemi cardiaci e spostare così l'attenzione sui grassi saturi. Lo rivela una serie di nuovi documenti scoperta di recente da un ricercatore della University of California di San Francisco e pubblicati sul magazine JAMA Internal Medicine.

La verità che emerge è sconvolgente: più di cinquant'anni di studi sui problemi cardiaci e il ruolo dell'alimentazione sarebbero stati pilotati dalla lobby dello zucchero. "Sono stati in grado di sviare il dibattito sullo zucchero per decenni", ha detto al New York Times, Stanton Glantz, professore di medicina e autore del paper uscito su JAMA.

I documenti da lui trovati mostrano come un gruppo conosciuto come Sugar Research Foundation, oggi diventato Sugar Association, ha pagato tre ricercatori di Harvard circa 50.000 dollari a testa per pubblicare una analisi sullo zucchero e sui grassi in rapporto alla salute del cuore. Era il 1967. Sia gli scienziati che i membri della associazione non sono più vivi.

Tuttavia c'è da dire che uno dei tre è D. Mark Hegsted che divenne capo della divisione che si occupa di nutrizione al dipartimento dell'Agricoltura. Il suo gruppo pubblicò le linee guida sull'alimentazione nel 1977.

Ma anche se i documenti fanno riferimento a avvenimenti accaduti quasi 50 anni fa, sono fondamentali perché il dibattito tra zuccheri e grasso sono al centro delle speculazioni della comunità scientifica anche oggi.

Per decenni i ricercatori hanno spinto gli americani a consumere prodotti con basso contenuto di grassi ma ricchi di zuccheri, che hanno aumentato il numero di obesi.

Altri Servizi

Alphabet: i conti tengono nonostante la fuga degli inserzionisti da YouTube

Utili in rialzo del 29% nel primo trimestre e ricavi in aumento del 22%. Il cost-per-clickè sceso del 21% sui siti Google
Shutterstock

Alphabet ha chiuso il suo primo trimestre fiscale con utili per 5,43 miliardi, in rialzo dai 4,2 miliardi dello stesso periodo del 2016 (+29%). Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono passati a 7,73 dollari da 6,02 dollari ma gli analisti si aspettavano quota 7,39 dollari. I ricavi sono aumentati del 22% a 24,75 miliardi, oltre le attese per 24,22 miliardi.

Il legname canadese nel mirino di Trump, gli Usa vogliono dazi al 20%

Dopo le proteste dei produttori di latte Usa per la politica dei prezzi di Ottawa, Washington apre un nuovo fronte nella guerra contro i prodotti provenienti dall'estero. Il governo canadese: "Decisione iniqua e punitiva"

Donald Trump apre un nuovo fronte nella guerra commerciale contro i prodotti provenienti dall'estero venduti negli Stati Uniti. Il bersaglio questa volta è il legname canadese, per il quale la Casa Bianca è pronta a introdurre un dazio punitivo del 20 per cento sulle importazioni (la media di un intervallo che va dal 3% al 24%). La decisione è preliminare: ne ha parlato lo stesso presidente americano ieri durante un incontro con i giornalisti delle testate d'ispirazione conservatrice; la notizia è stata confermata in una intervista al Wall Street Journal dal segretario al Commercio Wilbur Ross.

Amazon: nel primo trimestre, utili e ricavi cresciuti più delle stime

La divisione di cloud computing continua a premiare. Svelate per la prima volta le vendite associate alla logistica. Nuovo record per il titolo del gruppo
AP

Amazon ha chiuso il primo trimestre del 2017 con utili saliti annualmente del 41% e ricavi in aumento del 23% superando le stime degli analisti.

Trump promette taglio tasse corporate al 15%, resta nodo coperture. Mnuchin: riforma storica

Si rispolvera la teoria che l'economista Arthur Laffer aveva delineato nel 1974: i tagli delle tasse si "pagheranno" da soli con la crescita economica innescata dalla riduzione fiscale.

La tanto attesa proposta di Donald Trump sulla riforma fiscale americana sarà presentata oggi, attorno alle 19.30 italiane. Qualche dettaglio, confermato per altro dal segretario al Tesoro Steven Mnuchin durante un evento a Washington, si sa già: il presidente proporrà un alleggerimento della tassazione dei profitti generati all'estero e una riduzione dell'aliquota corporate dal 35 al 15%, un taglio maggiore di quello al 28% ipotizzato, senza successo, da Barack Obama e di quello al 25% suggerito dai repubblicani nel 2014.

La ricetta di McDonald's per il rilancio funziona, lo dimostra la trimestrale

Le vendite nei ristoranti aperti da almeno un anno sono cresciute a livello globale e in Usa, il mercato di riferimento
iStock

Un'offerta più ampia di hamburger di varie dimensioni, bibite in vendita per un solo dollaro e caffè a due dollari hanno permesso a McDonald's di chiudere un trimestre con conti superiori alle stime del mercato. E negli Stati Uniti è in atto la tanto attesa ripresa.

United: i bonus diventano legati all'esperienza dei passeggeri

Il Ceo non assumerà automaticamente il ruolo di presidente del cda nel 2018, come previsto. La compagnia aerea si riorganizza dopo le polemiche legate al passeggero prelevato violentemente da un aereo in overbooking
United

Bonus dei dipendenti legati all'esperienza dei passeggeri e niente promozione automatica dell'amministratore delegato. Sono queste le principali modifiche organizzative decise da United Airlines, la compagnia aerea travolta dalle polemiche dopo che la polizia aeroportuale di Chicago aveva prelevato di peso un passeggero da un aereo in overbooking della compagnia. Il risultato? L'uomo ultra sessantenne ha perso due denti, ha subito una concussione oltre a una frattura del naso. L'azienda ha rimborsato tutti i passeggeri di quel volo e ha dato il via a un'inchiesta interna.

L'ex consigliere per la Sicurezza nazionale di Donald Trump, Michael Flynn, potrebbe avere violato la legge non avendo dettagliato i pagamenti ricevuti per avere fornito consulenza a persone e aziende in Russia e in Turchia. L'ipotesi è stata formulata dalla commissione Sorveglianza della Camera dei deputati americana, la principale commissione d'inchiesta del Congresso Usa.

Trump svela la "maggiore riforma fiscale dal 1986", ma mancano i dettagli

Proposto un taglio dell'aliquota aziendale al 15% dal 35%. Raddoppiato il livello di redditi non tassati per le famiglie. Eliminata la tassa di successione. Obiettivo: spingere crescita (per coprire le entrate che veranno a mancare)

Donald Trump l'ha definita "grandiosa". Il suo consigliere economico la considera "un'opportunità che capita una volta per generazione". Il segretario al Tesoro crede che sia un mezzo per portare ad almeno il 3% la crescita annua degli Stati Uniti alimentando l'occupazione e convincendo le aziende americane a rimpatriare "migliaia di miliardi di dollari" di utili parcheggiati all'estero. Ma la riforma fiscale presentata oggi dalla Casa Bianca come la "maggiore dal 1986" non ha stupito praticamente nessuno, nemmeno gli investitori che a Wall Street hanno fatto perdere slancio agli indici. Il motivo è semplice: il 45esimo presidente Usa vuole s" promuovere "uno dei maggiori tagli delle tasse nella storia Usa" ma i dettagli scarseggiano, anche su come coprire le entrate nelle casse del fisco che verrebbero a mancare.