Zuckerberg al Congresso Usa, Wall Street lo promuove

Seduta migliore dall'aprile 2016 per il titolo Facebook. Apre a un servizio a pagamento. Esclude che il social media sia un monopolio. Usa parole concilianti sui regolatori Ue. Con i russi, una "corsa agli armamenti"

Il Ceo di Facebook ha superato - per ora - la prova con il suo debutto al Congresso Usa. Wall Street ha premiato il titolo del social network mentre Mark Zuckerberg per la prima volta si metteva a disposizione dei legislatori americani, che non hanno comunque escluso una stretta regolatoria e che lo hanno messo sotto torchio per gettare luce su come il gruppo tutela la privacy dei suoi utenti dopo lo scandalo di Cambridge Analytica.

Il copione si ripeterà oggi quando il 33enne si presenterà davanti a 55 deputati contro i 44 senatori di ieri. Reduce dal balzo giornaliero maggiore dall'aprile 2016 (+4,5%), Facebook ripartirà da quota 165,04 dollari e con una capitalizzazione di 479,4 miliardi (salita di 17 miliardi nella seduta). Gli investitori hanno potuto reagire solo a meno di due ore di testimonianza, durata cinque e durante la quale le domande sono state incalzanti.

Facebook è un monopolio? "Non mi sembra affatto", ha risposto Zuckerberg ai membri delle commissioni riunite di Commercio e Giustizia del Senato.

La piattaforma potrebbe lanciare una versione a pagamento? "Ci sarà sempre una versione gratuita", ha detto Zuckerberg portando molti a credere che abbia lasciato aperta la possibilità di un servizio a pagamento che farebbe affidamento su abbonamenti invece che sulla pubblicità (da cui attualmente derivano quasi tutti i ricavi dell'azienda). Un servizio premium potrebbe essere d'appeal per coloro che non vogliono vedere inserzioni promozionali nel loro news feed.

A chi gli ha chiesto se è preoccupato dalla dipendenza dai social media di molti adolescenti Usa, Zuckerberg ha evitato di rispondere direttamente: "Se si usano internet e i social media soprattutto per consumare passivamente contenuti senza coinvolgere altre persone, allora [un tale comportamento] non ha gli effetti positivi e potrebbe essere negativo".

Il Ceo di Facebook ha dichiarato che l'utente medio "non legge" le condizioni d'uso della piattaforma, su cui il repubblicano John Kennedy non ha avuto dubbi: "Fanno schifo" e devo essere scritte in un linguaggio semplice.

Ripetendo di essere aperto a una maggiore regolamentazione dei gruppi tech, Zuckerberg ha usato parole concilianti per parlare della General Data Protection Regulation che scatterà il 25 maggio in tutti gli Stati Ue: "Credo che [gli europei] facciano le cose bene". Quindi sì, si potrebbe discutere se adottare anche in Usa un simile approccio regolatorio, ha dichiarato il Ceo di Facebook riconoscendo che "in Usa abbiamo sensibilità diverse". Per lui, "la nostra posizione non è che la regolamentazione è cattiva. Il punto è quale sia il giusto framework, non se ce ne dovrebbe essere uno".

Zuckerberg ha anche detto che Facebook è meglio preparato per combattere le interferenze elettorali, di cui la Russia è stata giudicata colpevole dagli Usa, che l'hanno punita con sanzioni. "Questa è una corsa agli armamenti. [I russi] hanno intenzione di diventare sempre più bravi in questo. E noi dobbiamo investire per diventare a nostra volta più bravi" per contrastare i loro sforzi. "Sono più fiducioso che ce la faremo", ha affermato il Ceo.

Gli investitori non sembrano essere stati colpiti dal fatto che Facebook "stia lavorando" con gli inquirenti capitanati da Robert Mueller, il procuratore speciale che sta indagando sull'interferenza russa nelle elezioni presidenziali del novembre 2016 e sulla potenziale collusione tra la campagna elettorale di Donald Trump e Mosca. Zuckerberg non ha voluto dare troppi dettagli: "Voglio essere attento perché si tratta di cose confidenziali. Siamo in un'audizione aperta e non voglio rivelare cose che sono confidenziali". Il Ceo ha però chiarito che lui non è stato personalmente interrogato dal team di Mueller ma che altri nel gruppo lo sono stati. A chi gli ha chiesto se al colosso di Menlo Park sia stato richiesto di consegnare documenti o informazioni di vario genere, Zuckerberg ha prima detto sì poi ha fatto marcia indietro: "Devo chiarire che non sono certo ci siano state tali richieste".

A rincuorare i mercati potrebbe essere stato il fatto che, a detta di Zuckerberg, "non c'è stato" un calo dell'uso di Facebook da parte dei suoi utenti.  La fuga è stata temuta quando pochi giorni dopo lo scoppio dello scandalo Cambridge Analytica il 21 marzo scorso Brian Acton - uno dei due cofondatori di WhatsApp, la app di messaggistica acquistata da Facebook nel 2014 per 22 miliardi di dollari - su Twitter lanciò il movemento #deletefacebook consigliando al popolo della rete di cancellare il proprio account dal social network che vanta oltre 2 miliardi di utenti attivi mensilmente.

Dopo i legislatori, saranno gli analisti a riempire di domande il Ceo di Facebook quando nella call il 25 aprile prossimo commenterà i conti del primo trimestredel 2018. Intanto Cambridge Analytica su Twitter ha ripetuto di non avere hackerato Facebook né di avere violato leggi. La società di dati usata anche dalla campagna di Trump ha ribadito di avere cancellato i dati degli utenti quando Facebook comunicò che il loro utilizzo stava violava le condizioni d'uso del social. Un'inchiesta indipendente, ha concluso l'azienda, punta a verificare che sia stato così.

Altri Servizi

L'esodo dalla Casa Bianca di Trump

Dopo un numero di addii record nel primo anno di presidenza, l'ultimo ad andarsene è Ryan Zinke, ministro degli Interni

Continua l'esodo dalla Casa Bianca di Donald Trump. A passo record. Negli ultimi 40 anni mai così tante persone hanno lasciato, più o meno forzatamente, il loro incarico nel primo anno in carica di un presidente. E gli addii non sono ancora finiti mentre Trump sta per iniziare il suo terzo anno in carica.

Wall Street messa a tappeto da timori sulla crescita economica mondiale

I dati cinesi sotto le attese preoccupano gli investitori. Male anche quelli dell'Europa. Sale l'attesa per la riunione della Fed
AP

La leadership rosa di Deloitte in Usa verso la fine

Cathy Engelbert è stata la prima donna alla guida di una delle Big Four della revisione contabile in America. Il cda del gruppo ha nominato il numero uno delle attività contabili come prossimo Ceo.

La leadership americana di Deloitte non sarà più rosa. Cathy Engelbert, la prima donna alla guida di una delle Big Four della revisione contabile in Usa, il prossimo giugno terminerà il suo primo e unico mandato (iniziato nel 2015). Poi sarà sostituita con ogni probabilità da Joseph Ucuzoglu, dal 2015 a capo delle pratiche contabili del gruppo. Anche Engelbert aveva ricoperto quell'incarico in un gruppo in cui entrò nel 1986.

Cohen, ecco perché il silenzio comprato è una donazione illegale a Trump

L' ex avvocato del presidente ha violato una legge federale sui finanziamenti elettorali. E lo ha fatto per proteggere la candidatura del suo capo
AP

Michael Cohen, ex avvocato, amico e faccendiere del presidente statunitense, Donald Trump, è stato condannato a tre anni di carcere per una serie di reati, alcuni dei quali legati al suo lavoro per Trump, tra cui quello di aver violato la legge sui finanziamenti elettorali. Violazione compiuta comprando il silenzio di due donne che sostengono di aver avuto rapporti sessuali con il presidente.

Lamborghini: nel 2019 raddoppierà le vendite in Usa grazie al super Suv Urus

Il 2018 sarà l'ottavo anno da record. Il Ceo Domenicali: nuove possibilità per il marchio e i clienti. Il responsabile delle Americhe: il 70% dei clienti è nuovo per il gruppo
Lamborghini

Palm Springs - Effetto Urus su Automobili Lamborghini. Il gruppo di Sant'Agata Bolognese si prepara a chiudere un altro anno record (l'ottavo di fila) in termini di vendite e di crescita grazie anche al contributo del suo primo 'Super Utility Vehicle', il Suv consegnato a partire dalla scorsa estate in Europa e a ottobre in Nord America (dove costa a partire da 200mila dollari).

Bruce Springsteen e Taylor Swift arrivano su Netflix

I concerti di The Boss al teatro Walter Kerr di New York e il tour Usa "Reputation" disponibili sul sito di video in streaming
iStock

Due degli spettacoli più gettonati - e cari - del 2018 sbarcano su Netflix. Il concerto con cui Bruce Springsteen ha intrattenuto più del previsto i suoi fan al Walter Kerr Theatre di New York è disponibile per lo streaming da domenica 16 dicembre. E il tour di Taylor Swift negli stadi degli Stati Uniti arriverà sulla piattaforma il 31 dicembre, in tempo per celebrare la fine del 2018 e l'inizio del 2019.

La riforma fiscale di Trump: le opportunità entro il 2018

Strategie di pianificazione per massimizzare il risparmio con il Tax Cuts and Jobs Act
AP

La riforma fiscale voluta dal presidente americano, Donald Trump, e chiamata Tax Cuts and Jobs Act (TCJA) rappresenta il provvedimento più radicale in tema di tassazione degli ultimi 30 anni negli Stati Uniti. Le modifiche apportate al codice tributario statunitense (Internal Revenue Code) dalla riforma approvata al Congresso nel dicembre 2017 interessano tutti i contribuenti e sarà necessario intraprendere azioni opportune entro il 2018 per trarre vantaggio da tassi ridotti, nuovi benefici fiscali e nuove modalità di tassazione.

Wall Street, ottimismo sul dialogo Usa-Cina

Oggi, atteso il dato sui sussidi di disoccupazione
iStock

Facebook non è più il posto migliore dove lavorare negli Stati Uniti

Per la quarta volta in 11 anni, Bain & Co torna a svettare in classifica. Il social network slitta dal primo al settimo posto

Facebook non è messo sotto pressione soltanto dagli investitori, che da inizio anno si sono liberati del titolo del gruppo (in calo del 22%). Il gruppo alle prese con scandali vari legati alla privacy e con intrusioni hacker è messo alla prova anche dai suoi dipendenti. Lo dimostra la classifica annuale di Glassdoor sulle migliori aziende dove lavorare.

Google: il Ceo si prepara al debutto (in ritardo) al Congresso Usa

Il gruppo anticipa ad aprile la chiusura del social network Google+. Trovato un bug che mette a rischio informazioni di 52 milioni di utenti

Il Ceo di Google, Sundar Pichai, domani farà il suo debutto al Congresso Usa. E lo farà in ritardo visto che a settembre aveva sollevato le ire dei legislatori americani per non essersi presentato a testimoniare insieme alla direttrice operativa di Facebook e il Ceo di Twitter.