Economia

Fmi: Area euro promettente. Grecia: idea ristrutturazione debito sempre più accettata

Stefania Spatti

La ripresa globale? "Fragile e squilibrata". L'Eurozona? "E' promettente". La Grecia? Ha bisogno di una "significativa ristrutturazione del debito". La Cina? E' "abbastanza forte" da poter affrontare la volatilità dell'azionario. La Fed? E' "consapevole" degli effetti legati alla normalizzazione della sua politica monetaria. Christine Lagarde parla a braccio di tutte le questione più importanti per gli investitori. Lo fa nella sua prima conferenza stampa virtuale, "molto piacevole ma molto strana" ma che domostra la volontà del Fondo monetario di trarre vantaggio dalle tecnologie.

ECONOMIA GLOBALE

Secondo Lagarde, la crescita globale "è un po' tiepida. La ripresa c'è ma è fragile e squilibrata e ci sono ancora rischi al ribasso". La donna a capo dell'istituto di Washington - che stima per quest'anno un Pil globale in rialzo +3,3%, lo 0,2% in meno a confronto dei calcoli di primavera (nel 2014 c'era stato un +3,4%) - si dice comunque ottimista.

AREA EURO

Parte di quell'ottimismo è anche legato al fatto che "nonostante la trepidazione con cui tutti sono familiari in merito alla Grecia, l'Area euro ha iniziato una svolta". Ci sono "previsioni [di crescita] migliori di quanto non lo siano state per molto tempo e ci sono Paesi che stanno iniziando a dare risultati migliori", aggiunge Lagarde, secondo cui "il tutto sembra promettente. Ci saranno cambiamenti nell'Area euro che scatteranno probabilmente dalle domande attuali che ci sono sulla coesione dell'unione monetaria".

GRECIA

E sulla Grecia, Lagarde torna a ripetere per l'ennesima volta che "una significativa ristrutturazione del debito dovrebbe avvenire affinché Atene possa avere successo e affinché qualsiasi programma decolli".

l'Fmi "resta su questa posizione", tanto più che "sta diventando una visione comunemente accettata...con un debito intorno al 170% del Pil e che può arrivare al 200%..con il track record del Paese è inevitabile che ci sia un elemento di ristrutturazione del debito", precisa Lagarde.

L'ex ministro francese delle Finanze descrive quattro componenti essenziali con cui la nazione ellenica potrà "rilanciare la situazione economica e sociale raggiungendo la stabilità auspicata". Il primo è dato da "target fiscali ragionevoli che devono essere centrati". Il secondo sta in "misure strutturali per sguinzagliare il potenziale dell'economia greca, che è troppo limitata da tantissime barriere". Il terzo è dato da "finanziamenti sufficienti affinché il programma [di aiuti] sia credibile". Infine c'è una "ristrutturazione del debito che permetterà all'economia greca di camminare non necessariamente su due gambe ma su quattro gambe", quelle appunto legate alle componenti descritte.

Il numero uno del Fondo aggiunge: "Sono stata in politica. Ci sono tante cose che si dicono ma quello che alla fine conta è quello che si fa, quello che le autorità greche sono pronte a fare e non il rumore politico che spesso è una necessità". Atene deve "dimostrare determinazione, si propongono pezzi di legislazione, si discutono, il Parlamento li vota o no, e poi si implementa quello che si è deciso". Per Lagarde ciò indica la vera volontà delle autorità per far sì che "l'economia greca ragggiunga un punto di svolta, inizi a creare occupazione e ristabilisca completamente la sovranità dell'economia stessa a fare in modo che a un certo punto possa tornare ad accedere al mercato e si finanzi senza alcun aiuto".

CINA

Quanto alla Cina, Lagarde invita a usare un "approccio di medio termine" nell'analizzare l'andamento dei mercati asiatici, protagonisti di un sell-off iniziato a metà del mese scorso e in parte arginato dall'intervento delle autorità locali. Il direttore generale del Fondo fotografa la situazione in tre punti. Innanzitutto, "il mercato [azionario] cinese, in particolare quello a Shanghai, è ancora in rialzo dell'80% rispetto a un anno fa. E' un mercato che è cresciuto tantissimo, nonostante il rapido sell-off che si è osservato". L'economia cinese poi, "è resistente e abbastanza forte per affrontare variazioni significative nei mercati", continua Lagarde. Infine, quello cinese è un mercato "relativamente giovane".

Per Lagarde, c'è "una curva di apprendimento da parte degli operatori di borsa, di chi investe, di chi raccoglie capitali e delle autorità. Nessuno dovrebbe essere sorpreso dal fatto che [le autorità stesse] vogliano mantenere un movimento [dei mercati finanziari] ordinato e che vogliano tentare di evitare un funzionamento disordinato di quei mercati. Il fatto che vogliano mantenere anche un certo livello di liquidità è buono".

Lagarde dichiara poi che la volatilità vista sull'azionario asiatico (con lo Shanghai Composite che soltanto luned" ha perso l'8,5%, il maggiore calo giornaliero dal febbraio 2007, ndr) non ha alcun effetto sulla possibilità che lo yuan possa entrare a fare parte dello Special Drawing Rights del Fondo, riserve di asset internazionali il cui valore si basa su un basket di valute chiave. "Abbiamo fiducia nella volontà di Pechino di implementare riforme che porteranno un giorno il renminbi a essere incluso" tra le valute di riserva dal'Fmi.

FED

Sul fronte della Federal Reserve, Lagarde si dice "felice" di sapere che Janet Yellen, il governatore della Federal Reserve, è consapevole dei potenziali "spillover" e "spillback nell'economia Usa" derivanti da un rialzo dei tassi di interesse. Nel giorno in cui la banca centrale americana conclude la sua riunione, Lagarde spiega che ogni Paese ha a disposione "una cassetta degli strumenti" utile per gestire gli effetti derivanti dalla normalizzazione della politica monetaria in Usa.

L'Fmi resta "vigile" ma nell'istituto di Washington c'è la convinzione che la volatilità e insatabilità dei mercati vista dal maggio 2013 ha funzionato come una lezione. Allora iniziò il cosiddetto "taper tantrum" ossia la reazione negativa del mercato alle parole del numero uno della Fed dell'epoca (Ben Bernanke), che anticipò un possibile "tapering" (la riduzione del ritmo con cui la Fed acquistava mensilmente Treasury e bond ipotecari, programma terminato lo scorso ottobre). "Tutti pensavano che una stretta sarebbe stata imminente", dice Lagarde facendo riferimento a quel periodo. "Tutti hanno imparato da allora", aggiunge spiegando che "il livello di allerta è stato alzato. Molti Paesi hanno fatto mosse per essere capaci di affrontare il ritorno della stessa volatilità e instabilità" osservata due anni fa. "E i Paesi che hanno adottato il giusto insieme di misure, sono rimbalzati rapidamente da quella volatilità".

Lagarde è sicura che "le autorità di politica monetaria che per prime prenderanno decisioni", siano esse la Fed, la Bank of England o più avanti la Bank of Japan, "saranno coscienti" delle implicazioni delle loro decisioni. Per il numero uno del Fondo, il "tapering tantrum è stato doloroso ma è stato un buon avvertimento di quanto preparati dovremmo essere. Credo che il livello di preparazione è migliorato significativamente". I rischi però nei mercati emergenti sono aumentati, continua Lagarde: "Il fatto che i prezzi delle materie prime siano scesi significativamente, ha aumentato la necessità di usare la cassetta degli strumenti quando il movimento [al rialzo] dei tassi si verificherà".

Ultimo aggiornamento: 1 mese, 3 settimane fa