Biden in testa in Pennsylvania, a un soffio dalla vittoria

La sfida per la Casa Bianca, una maratona che dura da tre giorni e tre notti, è quasi chiusa. Lo sfidante democratico Joe Biden in testa (e irraggiungibile) nello Stato decisivo

Filadelfia, Pennsylvania Unsplash /Mick Haupt

Il presidente americano Donald Trump ieri mattina aveva mezzo milione di voti più dello sfidante democratico Joe Biden in Pennsylvania, lo Stato decisivo per la Casa Bianca. In questo momento, con il 95% dei voti scrutinati, Biden è passato in vantaggio di 5000 voti, con la prospettiva, nelle prossime ore di consolidare il margine. Le schede che mancano, circa 150 mila, vengono dalle città di Filadeldia e Pittsburgh, dove per ogni voto repubblicano ce ne sono cinque democratici. Significa che la proiezione della vittoria del democratico potrebbe essere imminente. Biden è in testa, di misura, anche in Georgia, dove i repubblicani, con 400 mila voti in più, pensavano di avere stravinto. Anche qui Biden è spinto dai voti della contea di Atlanta, a grandissima maggioranza democratica, ed è favorito. Il presidente repubblicano ha ridotto lo svantaggio e potrebbe aggiudicarsi l'Arizona, uno Stato che secondo Associated Press aveva già perso (per l'Ap, che ha un record del 99.9% di proiezioni azzeccate, sarebbe una gaffe epocale).

Biden, qualora fosse confermata la vittoria in Pennsylvania, supererebbe il quorum dei 270 voti elettorali che valgono la presidenza. Il presidente repubblicano ha denunciato brogli in quasi tutti gli Stati dove ha perso o è in affanno, chiedendo di fermare lo spoglio dei voti. Biden, dice, può vincere solo rubando voti. Le presunte irregolarità nelle operazioni di voto non sono state accompagnate da prove e, fino a questo momento, i tribunali le hanno respinte.

L'altalena tra voti repubblicani e democratici e la lentezza dello spoglio si spiegano con l'emergenza Covid che ha creato condizioni di voto inedite in quasi tutti gli Stati dell'Unione. Circa due terzi dell'elettorato hanno optato per il voto anticipato, di persona ai seggi a partire dall'inizio di Ottobre o per corrispondenza. La natura del voto e le regole adottate dai singoli Stati per lo spoglio hanno ulteriormente complicato le cose. A scegliere il voto anticipato sono stati soprattutto gli elettori democratici, più sensibili all'emergenza sanitaria, mentre i repubblicani hanno scelto di votare in massa nel giorno delle elezioni. La priorità nello spoglio degli uni sugli altri, differente da Stato a Stato, ha fatto addormentare l'America con il miraggio di una conferma del presidente Donald Trump e ha mostrato, al risveglio, un quadro diverso.

Trump, in barba ai sondaggi che lo davano in forte ritardo, ha ottenuto una chiara vittoria in Florida, con il supporto dei cubani di Miami. Miami è storicamente una roccaforte democratica e un bacino di voti necessario per bilanciare le contee repubblicane nel nord dello Stato, al confine con Alabama e Georgia. Il democratico Joe Biden ha vinto con circa 8 punti di margine, ma per battere Trump ne servivano almeno il doppio. Il presidente ha poi vinto in Ohio e in Iowa accumulando un vantaggio di centinaia di migliaia di voti in quasi tutti gli Stati considerati incerti alla vigilia, dalla Carolina del Nord alla Georgia, in Wisconsin, Michigan e per l'appunto in Pennsylvania.

Poi gli Stati hanno iniziato lo spoglio del voto anticipato e postale e il vento è girato. Biden ha recuperato nel Midwest aggiudicandosi Wisconsin e il Michigan, dopo una inesorabile rincorsa.


(aggiornato alle 16:33 del 6 novembre)

Un segnale che l'America sta per voltare pagine. Questo è il flusso di Twitter di Trump, con la censura delle denunce, ingiustificate, di brogli elettorali

Pier Paolo Bozzano @bozzfeed