Fashion/Style
La moglie del presidente Obama ha sfoggiato abiti 'patriottici' da quando è arrivata alla Casa Bianca
Siamo nel fine settimana del 4 luglio, la festa d’indipendenza americana, e girando per le strade di tutto il paese i colori che imperversano sono immancabilmente rosso, blu e bianco, ancora più di quanto non lo siano nei giorni ‘normali’. Sorprende sempre, almeno agli occhi di un italiano per la prima volta negli Stati Uniti, il numero impressionante di bandiere che sventolano ad ogni angolo.
Ovviamente, non si è potuta esimere neanche la First Lady, che in stile ha sfoggiato mise decisamente patriottiche da quando è arrivata alla Casa Bianca. Dagli abiti lunghi, all’abbigliamento casual di tutti i giorni, la moglie del presidente degli Stati Uniti, Michelle Obama, ha vestito svariate volte i colori della bandiera americana.
E quale miglior giorno per non perdersi una carrellate di abiti “Made in Usa” indossati da Michelle:
03 Luglio 2011, 12:35 | Francesca Piras
Addio 'Prado' e 'Cucci', i falsi di oggi sono irriconoscibili
L’arte sopraffina della contraffazione, una generazione di prodotti falsi che convince tanto quelli autentici è già sul mercato da tempo. Sono portafogli, borse, cinture ben lontani dai “Prado” o “Cucci” che si trovano sulle bancarelle ad ogni angolo della strada con i clienti consapevoli di comprare una copia. I nuovi falsi sono fatti con materiale di alta qualità, con cerniere e bottoni con scritta la marca e con le etichette con il luogo e la data in cui vengono prodotti gli originali.
Al contrario di una volta, i falsi ‘ben fatti’ costano, i prezzi stanno aumentando sempre di più, confondendo i consumatori alla ricerca di una vero affare a un costo decisamente più basso, anche se rimangono sempre più economici dei prodotti nelle boutique. Un nuovo modo per adescare un cliente poco esperto, anche se è diventato davvero difficile capire se un articolo è copiato o meno, è internet. Un sito tra tutti: eBay, che nonostante affermi di stare combattendo con forza la vendita dei falsi, scrivendo il nome di un brand sul motore di ricerca del sito, la maggioranza delle scelte che vengono proposte sono imitazioni, non sempre riconoscibili o ammesse dal venditore.
La Camera Internazione del Commercio stima che il valore delle contraffazioni e dei prodotti pirata si aggiri intorno ai 600 miliardi di dollari e prevede che si duplicherà entro il 2015. Secondo il Custom and Border Protection e l’Immigration and Custom Enforcement, i controlli condotti l’anno scorso hanno riportato un aumento dei falsi del 34 per cento rispetto all’anno precedente.
Le scarpe sono l’articolo più copiato, seguono abiti e scarpe. Il 60 per cento degli articoli proviene dalla Cina, dove vengono prodotti anche gran parte dei pezzi autentici. Per cercare di vincere questa guerra, i grandi marchi stanno cercando di specializzare il personale nel riconoscimento dei falsi. Le vendite online certo non aiutano, Levi’s ad esempio ha assunto 40 persone che tengono traccia dei siti che vendono prodotti contraffatti, e se una lettera ufficiale non basta si mettono in contatto con l’internet Service Provider per fare chiudere il sito.
Spesso neanche l’occhio dei fashion addicted più esperti riesce a essere efficace, quando si è rotta la borsa di Yves Saint Laurent di Karineh Gurjian-Angelo, di professione fotografa che spesso lavora nel mondo della moda, l’ha portata alla boutique dello stilista francese per reclamare, ma ha dovuto tacere quando le hanno detto che era un falso. “Mi sono sentita come quando a scuola vieni mandato dal preside” , ha commentato sul New York Times. Il dubbio in realtà le sarebbe dovuto venire quando ha comprato la borsa su eBay per 300 dollari, quando in negozio viene venduta per 1.500, il quintuplo.
01 Luglio 2011, 15:54 | Francesca Piras
Alyssa Campanella è californiana, rappresenterà gli Usa a Miss Universo
Ventuno anni, Alyssa Campanella è la nuova Miss Usa. Californiana dal cognome italiano (è nata in America, ma è di origini italiane, il suo soprannome, racconta sul sito della competizione è lyssagna, dal nome del piatto che sua madre ha sempre cucinato), ha stracciato le 51 rivali durante la finale del Planet Hollywood Resort & Casino di Las Vegas e ora rappresenterà gli Stati Uniti all'edizione di quest'anno di Miss Universo.
La più bella di tutte ha sfilato in bikini, poi con un abito turchese, quindi con uno rosso fuoco, se l'è cavata con un'insidiosa domanda sulla legalizzaizione della marijuana (si è tenuta a mezza via, dicendosi favorevole all'uso terapeutico ma non a una piena legalizzazione).
Al secondo posto Miss Tennessee Erin Hatley, mentre sul gradino più basso del podio si è piazzata Miss Alabama Madeline Mitchell. Una delusissima Miss Texas, Ana Christina Rodriguez, è arrivata solo quarta. A presentare la serata Andy Cohen e Giuliana Rancic.
19 Giugno 2011, 23:37 | Stefania Arcudi
C'è solo l'imbarazzo della scelta: attore, regista, insegnante, presentatore e presto musicista
James Franco una ne pensa, cento ne fa. L'attore, non contento della molta carne che ha già messo al fuoco, ha aggiunto un'altra voce al suo variegato curriculum: ha fatto il fotografo di moda. Nell'ultimo numero, quello di luglio, della rivista di moda Elle ha firmato gli scatti che ritraggono la modella inglese Agyness Deyn (il suo vero nome è Laura Hollins), nei panni di una versione femminile del ribelle James Dean. Il risultato? Qui sopra, giudicate voi.
Per la cronaca, si era già cimentato nei campi più disparati: l'Harry Osborn della trilogia "Spider-Man" firmata da Sam Raimi, è anche regista di dieci film ("Sal" è in lavorazione, "The broken tower" uscirà nel 2011), è stato candidato all'Oscar per "127 ore" (ma la statuetta come miglior protagonista è andata a Colin Firth per "Il discorso del re") e presentatore dell'ultima cerimonia di assegnazione degli Academy Awards con Anne Hathaway.
Fuori dal grande schermo, non sta di sicuro con le mani in mano: prossimo a un Ph.D a Yale (in lingua e letteratura inglese) e iscritto a un secondo Ph.D alla University of Houston (in scrittura creativa e letteratura), è insegnante di un corso di regia alla Tisch School of the Arts della New York University, pilota per hobby (ha il brevetto) e ora anche musicista (ha annunciato una collaborazione con il musicista sperimentale Kalup Linzy, si chiameranno Kalup & Franco e partiranno con tre canzoni, tra cui una cover di Joni Mitchell).
19 Giugno 2011, 15:02 | Stefania Arcudi
Così l'attrice di Gossip Girl alla serata di lancio dell'evento che celebra il made in Italy
"L’Italia è uno dei miei posti preferiti al mondo; Firenze e la Toscana sono splendidi, ci porto i miei figli in vacanza". È quanto ha detto Kelly Rutherford, la Lily van der Woodsen di Gossip Girl, ad America24.com a margine dell’evento di lancio di “Shop Italy NYC”.
L’attrice che interpreta la madre di Serena van der Woodsen, protagonista della serie televisiva basata sui romanzi della scrittrice Cecily von Ziegesar, era la madrina della serata di lancio della nuova iniziativa del ministero per lo Sviluppo economico, “Shop Italy NYC”. Vestita con un abito lungo, senza maniche di Brunello Cucinelli, Rutherford ha lodato il made in Italy, in particolare lo stilista umbro e i prodotti della gioielleria Buccelati.
Con “Shop Italy NYC”, New York intende celebrare la qualità del made in Italy. Organizzata dall’Istituto per il Commercio Estero, la rassegna ha per protagonisti boutique e ristoranti italiani a Manhattan con un mese di sconti ed eventi speciali. “Shop Italy NYC” continuerà fino al 7 luglio.
Per celebrare l’evento, ogni mercoledì e giovedì, tra le 17 e le 20, sarà allestita una tenda Vip Hospitality itinerante che farà tappe a Gansevoort Square, nel quartiere Meatpacking, a Madison Avenue e a Soho. Oltre a ricevere una mappa con indicati i rivenditori che partecipano all’iniziativa e una speciale Vip Shopper Card –che darà loro accesso ad alcune promozioni-, gli ‘shopper’ potranno anche gustare cibi e bevande italiane. All’iniziativa aderiscono oltre 35 aziende italiane leader nei settori dell’abbigliamento, degli accessori e dell’arredamento.
“L’Istituto per il Commercio Estero è orgoglioso di poter organizzare questa iniziativa. L’evento sarà tenuto nelle più prestigiose piazze newyorkesi dal quartiere Meatpacking a Madison Avenue a SoHo”, ha detto il direttore degli uffici ICE a New York, Aniello Musella, presentando “Shop Italy NYC”, “siamo fieri di poter esporre negli Stati Uniti le eccellenze della tradizione, dell’artigianato e del design italiano”.
Per presentare l’evento, al Center 548 di New York è stata organizzata una breve conferenza stampa seguita da un dibattito sul made in Italy. Oltre a Musella e Rutherford, hanno preso parte alla presentazione di “Shop Italy NYC” anche diverse esponenti del mondo della moda newyorkese.
Laurie Brookins, fashion editor di Niche Media, ha sottolineato come per lei “lo stile italiano è riassumibili in tre cose: la celebrazione della figura femminile, l’artigianato e il pellame di qualità”. Mentre alla moderatrice Nancy Ross, professoressa alla Parsons School of Fashion, che le chiedeva che idea hanno gli americani dell’Italia, Caroline Kim, direttore editoriale dell’emittente televisiva LX.TV ha spiegato che lo stivale è visto come uno dei paesi più romantici al mondo, un “mix affascinante tra vecchio e nuovo”. Sia la fashion stylist, Ann Caruso, che Kathleen Ruiz, vice presidente di Saks Fifth Avenue hanno sottolineato come la qualità sia la cosa che differenzia i prodotti italiani da quelli provenienti da altri paesi.
14 Giugno 2011, 21:15 | Domenico Zappia
E Tobey Maguire è il nuovo testimonial di Prada
Christina Aguilera e Beyoncé si sfidano sulla copertina di W Magazine, rivista americana di moda. Il sito Jezebel.com ha pubblicato le immagini dove si vedono entrambe le star sulla doppia copertina del numero di luglio. E con due stili completamente opposti.
La differenza tra le due cantanti? Posare senza veli. Aguilera – inserita da Rolling Sone al 58esimo posto nella lista dei 100 migliori cantanti di tutti i tempi – è senza veli e, anche se non ha un filo di trucco, appare decisamente più sexy. E nell'immagine a risaltare su uno sfondo grigio è il colore rosso delle rose che stringe tra le mani. E non a caso il titolo che compare sulla copertina è “Christina Aguilera bares all” (“Christina Aguilera scopre tutto”).
Beyoncé, invece, sembra il soggetto di un dipinto, con un cappello che cade sull’occhio destro coprendolo e una camicia dai mille colori. La cantante sembra amare l’apparire in prima pagina: suo è il numero di luglio delle rivista di moda “L’uomo Vogue” dove in copertina è immortalata in bianco e nero seduta su una sedia con un look da cabaret. E tra una copertina e l’altra, Beyoncé si prepara al lancio del suo ultimo album, “4”, previsto il prossimo 24 giugno.
Intanto sul fronte maschile, come riporta sempre Jezebel.com, Tobey Maguire –noto per la sua interpretazione dell'Uomo Ragno nella trilogia diretta da Sam Raimi – è stato scelto da Prada come testimonial della nuova collezione uomo autunno/inverno.
14 Giugno 2011, 18:42 | Valentina Cordero
Proenza Schouler e Michael Bastian si aggiudicano i premi più ambiti
Si sono tenuti ieri sera al Lincoln Center di New York gli Annual Council of Fashion Designers of America Awards, l’oscar della moda arrivati alla loro decima edizione. Il redcarpet come previsto non ha deluso e c’è chi come sempre ha voluto esagerare: Lady Gaga. Parrucca celeste, decine di centimetri di tacchi, un abitino aderente nero. Nonostante la mise, la nuova regina del pop si è aggiudicata il “Fashion Icon Award”, “non posso credere di essere accettata in un posto come questo, grazie per farmi sentire una star ancora prima di esserlo”, ha commentato incredula Stefani Joanne Angelina Germanotta, questo il suo nome all’anagrafe. La cantante ha anche raccontato di avere erroneamente inviato un messaggio al cellulare del direttore di Vogue America, Anna Wintour, una volta saputo del premio. Questo il testo: “si! ce l’ho fatta bellezza”, la ben più composta Wintour ha risposto: “molto bello”.
Gli stilisti Jack McCollough e Lazaro Hernandez , fondatori del marchio Proenza Schouler si sono aggiudicati il premio per “Womenswear Designer of the Year”, mentre Michael Bastian quello per Menswear Designer of the Year.
Tante le star che hanno sfilato sul tappeto rosso,il rapper Kanye West, l’attrice e futura mamma Jessica Alba, Gerard Butler e Naomi Watts, le modelle Alessandra Ambrosio e Miranda Kerr, e tante personalità del mondo della moda: da Diane Von Funstenberg a Anna Wintour, da Michael Kors a Alexander Wang - che aha vinto il premio per Accessory Designer of the Year. A Mark Jacobs il premio alla carriera, il Geoffery Beene Lifetime Achievement Award, ricevuto dalle mani della regista Sofia Coppola.
VINCITORI CFDA 2011:
Womenswear Designer of the Year: Proenza Schouler
Menswear Designer of the Year: Michael Bastian
Accessory Designer of the Year: Alexander Wang
Swarovski Award for Menswear: Robert Geller
Swarovski Award for Womenswear: Prabal Gurung
Swarovski Award for Accessory Design: Eddie Borgo
International Award: Phoebe Philo
Media Award: Hilary Alexander
Founders Award: Hal Rubenstein
Fashion Icon Award: Lady Gaga
Geoffery Beene Lifetime Achievement Award: Marc Jacobs
Board of Directors' Special Tribute: Arthur Elgort
07 Giugno 2011, 11:00 | Francesca Piras
La moglie di Tom Brady guadagna circa 45 milioni di dollari l’anno
Presto, Gisele Bundchen diventerà la prima super modella ad avere un patrimonio netto di oltre un miliardo di dollari. Oltre a prestare il proprio volto alle campagne pubblicitarie di Versace e Dior, la modella, 30 anni, sta vendendo i diritti all’utilizzo del proprio nome a produttori di gioielli, prodotti cosmetici e intimo femminile. Secondo quanto riportato dalla rivista Forbes, la moglie del quarterback Tom Brady della franchigia Nfl, New England Patriots, guadagnerebbe circa 45 milioni di dollari l’anno.
Bundchen produce, assieme all’azienda di calzature, Grendene, una linea di sandali di successo ed è in trattative per vendere una quota dell’azienda produttrice di cosmetici a basso impatto ambientale, Sejaa Pure Skincare, fondata dalla modella lo scorso anno. Ma Bundchen potrebbe ricevere anche altri soldi.
La sua azienda di intimo, Gisele Bundchen Brazilian Intimates, lanciata lo scorso anno attraverso una joint venture con Hope, l’equivalente brasiliano di Victoria’s Secret (famoso marchio di abbigliamento femminile statunitense), potrebbe fruttarle oltre 19 milioni di dollari l’anno.
E poi ci sono i suoi investimenti immobiliari. Secondo Forbes, la modella è proprietaria di un albergo in Brasile; di alcune proprietà a Bahia; di una villa in Costa Rica; e di una residenza da 11 milioni di dollari a Brentwood, in California (a cui, secondo indiscrezioni, Bundchen e Brady dovrebbero apportare migliorie per oltre 20 milioni di dollari).
04 Giugno 2011, 12:00 | Domenico Zappia
Censurata la copertina del magazine dove il modello appare 'troppo' cone l sembianze di una donna
E’ troppo bello per essere un uomo, è questo il problema Andrej Pejicm, o almeno lo per per gli editore. Lo stile androgeno piace agli stilisti e ai fotografi, ma accade che i direttori delle riviste o delle case editrici abbiamo qualcosa da ridere. Èd è proprio quello che è accaduto con la copertina del magazine Dossier che probabilmente verrà censurata dalla catena di librerie Borders e Barnes & Noble.
Il co-fondatore e direttore creativo di Dossier, Skye Parrott, afferma che le le librerie hanno chiesto che tutte le copie della rivista con Pejic in prima pagina con i capelli raccolti, mentre si sbottona una camicia che lo lascia a torso nudo, vengano coperte da una copertina opaca perché, anche se sanno che Andrej è un uomo, sembra troppo simile a una donna.
Il portavoce di Barnes & Noble afferma che la catena non ha “mai chiesto e ne chiederanno di mettere la rivista in una contenitore opaco", ma dossier ha ribattuto facendo pubblicare la richiesta via email di ‘oscurare’ la copertina, senza però includere il nome del mittente.
Ecco cosa ne pensa il diretto interessato: "credo che la questione non è realmente il sesso della persona in copertina, ma se è porno o è arte. E chiaramente, è arte, quindi l'arte non dovrebbe essere censurata in una società democratica. Ma sono appena stato nominato la 98esima donna più sexy del mondo, e questo rende la situazione un po’ più difficile. Ma - ha aggiunto - "non credo che la copertina dovrebbe essere censurata affatto".
28 Maggio 2011, 13:54 | Francesca Piras
Non c'è proposta che si rispetti senza un diamante
L’anello di fidanzamento, una moda che almeno in Italia ha perso lustro, ma che in America è legge. Non c’è proposta di matrimonio che si rispetti se non corredata da un diamante, possibilmente molto costoso e che faccia morire di gelosie amiche e colleghe.
Lo sa bene Kim Kardashian, che dove avere inghiottito il boccone amaro della sorella minore che non solo, si è sposata prima di lei , ma con un giocatore dei Lakes, Lamar Odom, e con un diamante da 9 carati, si è finalmente presa la sua rivincita, con un anello da 2 milioni di dollari e 20,5 carati (Il costo dell’anello ammonta a circa la metà del valore della sua villa a Bevely Hills).
Addio corredo, lenzuola, asciugamani, tovaglie, servizi di piatti, quello che le donne vogliono e hanno sempre voluto, sono diamanti, è se lo dice Marylin Monroe – “i diamanti sono i migliori amici delle donne”- i futuri fidanzati devono crederci.
L’unica precauzione da prendere è stare al di fuori dei confini del Michigan. In alcuni stati americani, l’anello di fidanzamento è considerato un "dono condizionale”, cioè sotto il regime giuridico della proprietà. Questa è un'eccezione alla regola generale che i regali non possono essere revocati una volta donati . Ma un giudice del Michigan ( divorziato? Il dubbio sorge spontaneo), ha stabilito nel 2001 che “essendo l’anello di fidanzamento un dono, una volta rotto il fidanzamento, l'anello deve essere restituito al donatore. Il motivo o la persona che ha deciso di rompere il legame è irrilevante”.
Ecco una carrellata degli anelli di fidanzamento delle star di Hollywood:
28 Maggio 2011, 12:06 | Francesca Piras
Pioniera è stata Pepsico nel 2009, ma adesso anche P&G; vuole lanciare edizioni limitate di prodotti dal logo vintage
Un capo vintage aggiunge un tocco in più all’abbigliamento di una persona, così come il modernariato è tornato in voga in fatto di arredamento. Ora anche un logo retrò può essere la carta vincente nella gara di visibilità tra i marchi dei generi di largo consumo sugli scaffali dei supermercati.
Procter & Gamble, General Mills, Hostess Brands e PepsiCo sono tra le società americane che hanno rispolverato dagli archivi i vecchi loghi progettati per marchi come i cerali Cheerios, le patatine Doritos e il detersivo Tide negli anni Sessanta e Settanta. I loghi vintage appaiono più semplici e puliti, cercano un legame emotivo con il consumatore che collegherà quello stile grafico a momenti della sua infanzia e dell’adolescenza e, per gli acquirenti più giovani, può servire come segnale di garanzia dell’affidabilità di un marchio che domina il mercato da generazioni. Mentre con la grafica computerizzata, che permette soluzioni sempre più complesse, i loghi moderni sono spesso coloratissimi e saturi di pay-off, il ritorno ai loghi di un tempo permette al prodotto di emergere per la semplicità della grafica oltre a pesare molto di meno sul bilancio delle società.
Una delle aziende pioniere del trend vintage applicato al marketing è stata PepsiCo che nel 2009 ha introdotto una linea di lattine dal design degli anni Settanta e Ottanta che pubblicizzavano l’utilizzo di vero zucchero invece dello sciroppo di mais. Dopo il lancio sul mercato l’iniziativa è stata ampliamente trattata sui social network e blog, ma ha decretare il successo è stato il fatto oltre il 50 per cento delle persone che hanno acquistato le lattine retrò hanno fatto più acquisti del solito. E non hanno comprato altri prodotti della Pepsi o altre bevande gasate a base di cola, ma solo le lattine di Pepsico dal design vintage. “Stiamo acquisendo nuovi clienti” aveva commentato soddisfatta Amy Wirtanen, direttrice marketing della società. Dopo l’esperimento la linea di lattine vintage con “vero zucchero” è ora una linea fissa della produzione di Pepsico che adesso la deciso di dare un tocco retrò anche alle patatine Dititos. La società ha infatti reintrodotto le patatine al gusto di taco che erano in vendita dagli anni Sessanta agli anni Ottanta assieme alla confezione di un tempo con disegnato il sombrero con su scritto “taco flavor”.
P&F ha appena lanciato una linea speciale di detersevi Tide e Bounce e di ammorbidenti Downy dal logo retrò e anche brand nuovi che non hanno una storia preferiscono “inventarsene” una pur di non rinunciare ai loghi dal design di un tempo.
25 Maggio 2011, 16:31 | Patricia Buffa