Carlyle Group, colosso del private equity con un portafoglio di oltre 200 compagnie, 89 fondi, 52 fondi di fondi e 147 miliardi di asset gestiti, sbarca oggi sul Nasdaq. Ieri sera, dopo la chiusura di Wall Street, ha fissato il prezzo di collocamento a 22 dollari per azione, al di sotto del range tra i 23 e i 25 dollari ipotizzato nella documentazione che era stata presentata alla Securities and Exchange Commission, la Consob americana. La società punta comunque a vendere 30,5 milioni di titoli, ma il prezzo dell’offerta segnala un possibile scarso interesse da parte degli investitori. Lo scetticismo non deriva tanto dalla reputazione di Carlyle o dalla sua performance nel corso degli anni, quanto dal fatto che le private equity, storicamente, non hanno garantito guadagni significativi con la quotazione in Borsa: Blackstone Group e Apollo Global Management, due giganti del comparto, viaggiano per esempio a livelli inferiori all'Ipo, rispettivamente nel 2007 e marzo 2011 (Blackstone ha chiuso ieri a 13,25 dollari e il collocamento era stato di 31 dollari, mentre Apollo ha chiuso a 12,65 dollari, contro i 19 dell'Ipo).














