Wall Street, giornata di dati macro

L'attenzione resta naturalmente anche sul coronavirus

App
Wsj: Uber e Lyft peggiorano il traffico cittadino

Uber e Lyft peggiorano il traffico delle città in cui operano. Lo sostiene il Wall Street Journal in lungo articolo che prende in considerazione una serie di studi accademici secondo cui questi servizi di trasporto privati, nati con l’obiettivo di ridurre il traffico, abbiano in realtà contribuito a peggiorarlo.

L'idea iniziale degli sviluppatori di queste app era che gli utenti condividessero percorsi simili grazie all’uso di algoritmi capaci di suggerire tragitti e prezzi migliori cos" da ottimizzare il tempo trascorso in auto e quello speso dagli autisti tra le varie corse. Un’idea questa che avrebbe avuto impatti positivi sul traffico urbano ma anche sul trasporto pubblico creando una sorta di effetto domino positivo in cui i benefici fossero visibili da tutti. Un’utopia che però è bel lontana dal realizzarsi, come sottolinea il Journal.

Gli algoritmi si sono rivelati fallaci e la condivisione dei tragitti, che converrebbe di gran lunga, non viene quasi mai dagli utilizzatori dell’app. Secondo il Wsj gli autisti di questi servizi passano addirittura il 40% del loro tempo da soli in auto in attesa della chiamata successiva. E non è tutto perché secondo diversi studi Uber e Lyft hanno indotto le persone a usare sempre meno il trasporto pubblico ma anche a camminare meno preferendo una corsa in auto anche per un breve tragitto. Un altro studio citato dal Journal stima che le auto dei due servizi abbiano contribuito ad aumentare del 13% il traffico di alcune città americane.

Proprio per via del loro impatto negativo sul traffico urbano, gli amministratori comunali di città come San Francisco, Chicago e New York hanno deciso di aumentare le tasse nei loro confronti. Esempio che sta spingendo molte altre città a fare lo stesso.

Si tratta di un paradosso, secondo il Wall Street Journal, non diverso da quello che sostanzialmente caratterizza social network come Facebook nati con l’idea di “connettere le persone" facilitandone le interazioni salvo poi contribuire alla divisione sociale e alla diffusione di fake news. Stesso dicasi per le sigarette elettroniche, pensate per aiutare le persone a smettere di fumare ma che hanno in realtà abbassato l’età media in cui si inizia a fumare.

Commercio
Trump, possibile stop ai motori della GE in Cina

General Electric potrebbe presto subire le conseguenze della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. L'amministrazione Trump starebbe considerando la possibilità di fermare le consegne di motori coprodotti dalla GE per un nuovo velivolo sviluppato in Cina. Si tratterebbe di una misura protettiva che potrebbe avere ripercussioni sui maggiori produttori americani, secondo il Wall Street Journal.

L'amministrazione potrebbe impedire alla CFM International, una joint venture tra GE e la francese Safran, di esportare i suoi motori LEAP 1C in Cina, usati per lo sviluppo del jet Comac C919. All'interno dell'amministrazione c'è il timore che la Cina possa riuscire a duplicarlo, entrando così nel mercato globale a scapito degli interessi statunitensi. La proposta rientra nella più ampia politica volta a proteggere la proprietà intellettuale statunitense dalla Cina. Leggi qui l'articolo completo. 

Commercio
Dazi, l'Italia esce indenne dalla revisione Usa: salvi olio, pasta e vino

Nessun prodotto italiano penalizzato dalla revisione della lista di prodotti dell'Unione europea colpiti dai dazi statunitensi: salvi, così, olio, pasta e vino. Washington ha deciso di non alzare al 25% i dazi scattati a ottobre su vari prodotti realizzati nel Vecchio continente, compreso il Parmigiano Reggiano, e ha fatto solo lievi modifiche alla lista. Ha invece alzato dal 10 al 15% i dazi sui velivoli Airbus importati dall'Europa. La decisione degli Stati Uniti è stata accolta con entusiasmo dal govenro italiano. Washington si riserva comunque di cambiare la lista di merci colpite dai dazi.

Secondo quanto riportato dalla Coldiretti, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano negli Stati Uniti si sono praticamente dimezzate nei due mesi successivi all`entrata in vigore dei dazi, il 18 ottobre scorso.

Sale a 100,9 pt fiducia consumatori Un. Michigan febbraio (preliminare), sopra le stime

A febbraio, gli statunitensi si sono dimostrati più ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente, battendo le previsioni degli esperti. La lettura preliminare dell'indice sulla fiducia redatto mensilmente dall'Università del Michigan è stata pari a 100,9 punti, in rialzo dai 99,8 punti della lettura finale di gennaio. Gli analisti attendevano un dato a 99,5 punti.

+0,1% scorte aziende a dicembre, in linea alle stime

A dicembre le scorte delle aziende negli Stati Uniti sono aumentate in linea con le attese. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio americano, le scorte sono cresciute dello 0,1% rispetto a novembre, come atteso dagli analisti. Su base annuale sono aumentate del 2,2%. Le vendite sono invece diminuite dello 0,1% su base mensile ma erano in rialzo dell’1,7% su base annuale. Il rapporto tra scorte e vendite è pari a 1,40, contro l'1,39 di un anno prima. Un aumento delle scorte ha un effetto positivo sul Pil e in genere indica un'economia in espansione, sempre che le vendite tengano.

Wall Street apre piatta, pesano incertezze su virus cinese

Wall Street ha aperto intorno alla parità. Se da un lato gli investitori sono ottimisti per una stagione delle trimestrali migliore delle attese, dall’altro lato pesano le incertezze legate al coronavirus cinese dopo che, per il secondo giorno di fila, Pechino ha modificato il conteggio dei decessi e dei casi accertati nella provincia di Hubei, epicentro dell’epidemia. Finora, oltre il 77% delle aziende quotate sull’S&P 500 ha pubblicato i conti e circa 72% di esse ha oltrepassato le previsioni di Wall Street. Gli investitori inoltre metabolizzano una serie di dati macroeconomici. I prezzi all’importazione sono rimasti invariati a gennaio ma hanno oltrepassato le stime degli analisti (-0,2%). Mentre sia le vendite al dettaglio (+0,3%) che la produzione industriale (-0,3%) sono risultate in linea alle attese. Ciononostante, gli indici dovrebbero chiudere la settimana in rialzo, con il Djia e l’S&P 500 che guadagnano oltre l’1% da luned" mentre il Nasdaq ha messo a segno oltre il 2% da inizio settimana. Il petrolio continua a salire. I mercati puntano su un ulteriore taglio dell’output da parte dei maggiori produttori per far fronte a un prevedibile calo della domanda causato dall’epidemia in Cina, che è il primo importatore al mondo di prodotti petroliferi. Il contratto Wti a marzo sale dell’1,38% a 52,13 dollari al barile. Il Djia cede 1,52 punti, lo 0,01%, a quota 29.421,79. L’S&P 500 sale di 4,09 punti, lo 0,12%, a quota 3.378,03. E il Nasdaq aggiunge 12,17 punti, lo 0,13%, a quota 9.725,60.

-0,3% produzione industriale a gennaio, in linea alle stime

A gennaio, la produzione industriale negli Stati Uniti è diminuita in linea alle attese. Stando alla Federal Reserve, il mese scorso la produzione industriale si e’ contratta dello 0,3%, in linea con quanto previsto. La banca centrale Usa, ha spiegato che il ribasso è dovuto al clima inusualmente caldo che ha penalizzato le utility. A gennaio, l'utilizzo della capacità degli impianti - che misura la produzione industriale rispetto al potenziale - è sceso di 0,3 punti percentuali al 76,8%, in linea alle attese. Il dato resta sotto la media di lungo termine del 79,8% registrata tra il 1972 e il 2017. Prima dell'ultima recessione, il dato era solitamente oltre l'80%.

Invariati i prezzi all'importazione a gennaio, meglio delle stime

I prezzi all'importazione negli Stati Uniti sono aumentati a gennaio oltre le attese degli analisti. Stando a quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro, i prezzi all'importazione hanno registrato un aumento mensile rispetto a dicembre dello 0,3% mentre gli analisti si aspettavano un calo dello 0,2%. Rispetto a gennaio del 2019, i prezzi all'importazione sono aumentati sempre dello 0,3%. I prezzi del petrolio sono diminuit dell’1,7%. Se si esclude questa componente, i prezzi all’importazione sono saliti dello 0,2%. I prezzi alle esportazioni sono aumentati mensilmente dello 0,7%.

+0,3% vendite al dettaglio a gennaio, in linea alle stime

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti a gennaio sono salite in linea a quanto stimato dagli analisti. Il dato, reso noto dal dipartimento del Commercio, ha registrato un aumento dello 0,3% su base mensile, esattamente quanto avevano messo in conto gli analisti. Escludendo le vendite di veicoli e componenti, il dato è sempre salito dello 0,3% rispetto al mese precedente. Su base annua l'incremento del dato generale è stato del 4,4%.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Prezzi all'importazione per il mese di gennaio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,3%. Consensus: -0,2%.

Vendite al dettaglio per il mese di gennaio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,3%. Consensus: +0,3%.

Produzione industriale per il mese di gennaio alle 9:15 (le 15:15 in Italia). Precedente: -0,3%. Consensus: -0,3%.

Scorte aziendali per il mese di dicembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: -0,2%. Consensus: +0,1%.

Lettura preliminare della fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan per il mese di febbraio alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: 99,1. Consensus: 99,5.


Appuntamenti societari

Nessuna trimestrale da segnalare.


Altri appuntamenti

Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, parla alle 11:45 (le 17:45 in Italia).