Alibaba: nel primo giorno a Wall Street +38%
‑ Gli altri big dell'ecommerce cinese ‑ Vai allo specialeIl giorno dello sbarco, il D-Day di Alibaba, scatta con tutti gli onori delle grandi occasioni: ieri sera ha fissato il prezzo definitivo, a 68 dollari, il massimo della "forchetta" indicata per l'Ipo. Questa mattina il suo minuto quanto carismatico fondatore, Jack Ma, passeggiava sul floor al New York Stock Exchange quando alle 9:30 è suonata la campanella. Ma l'inizio delle contrattazioni si è fatto attendere: sì è verificato alle 11:53 circa con un balzo immediato del 36% a 92,7 dollari. Dopo un massimo intraday a 99,7 dollari, le azioni hanno finito in aumento del 38% a 93,89 dollari. La seduta è finita con una capitalizzazione a 231,4 miliardi di dollari, più di quella di P&G e JP Morgan ma poco sotto quella di Wal Mart. Se fosse quotato sull'S&P, sarebbe l'undicesimo gruppo maggiore dell'indice. Fatta eccezione per Google, Alibaba è la più grande società del Nasdaq Internet Index.
Per ora dal collocamento record in Usa ha raccolto 21,8 miliardi, in un testa a testa con l'attuale massimo storico di 22 miliardi di messo a segno da Agricultural Bank of China nel 2010. Ma quella raccolta potrebbe svettare a 25 miliardi, se le banche sottoscrittrici eserciteranno le loro opzioni su ulteriori azioni. E una market cap di partenza, 168 miliardi, che consacra, con Alibaba, la Corporate China e la sua Silicon Valley sul parterre piu’ prestigioso al mondo, Londra e Hong Kong permettendo: quello di Wall Street.
Almeno oggi Alibaba, sotto il simbolo BABA, ha rispettato le attese, ha retto l’urto di scambi che hanno tradito al debutto altre firme di Internet a cominciare da Facebook. Per il momento sembra anche avere convinto la comunita’ finanziaria in due settimane di road show, nel quale, da New York a San Francisco, da Londra a Hong Kong, Jack Ma e i suoi collaboratori sono stati bombardati da domande sulle governance e sulla performance. E soprattutto sulla strategia di acquisizioni che la vede ambire a diventare gruppo poliedrico e internazionale, ben oltre il commercio elettronico che in Cina domina all’80%.
Il nervosismo è stato tuttavia intenso a causa di un giallo dell’ultima ora: e’ venuto alla luce che una pattuglia di soci originali in Alibaba ha ben otto miliardi di dollari in azioni, l’equivalente di circa un terzo dell’Ipo, libero da clausole di lockup. Vale a dire senza restrizioni a immediate vendite per realizzare profitti.
Un debutto “mostre”, pero’, resta nelle cifre: Alibaba ha collocato 320,1 milioni di titoli, 123 milioni di nuove azioni e 197 milioni ceduti da vecchi soci tra i quali l’americana Yahoo. Altri milioni di titoli dovrebbero essere messi in gioco dalle banche sottoscrittrici in presenza di una forte domanda. Nel post-Ipo si delinea gia’ anche il quadro dei principali azionisti: Yahoo mantiene una quota del 17,5% dopo aver ceduto il 4,9%, la giapponese Softbank scende dal 34% al 32,4% e lo stesso Jack Ma ridimensiona la sua quota all’8,3% dall’8,8 per cento. Ma e i co-fondatori, attraverso una struttura di partnership, manterranno tuttavia il ferreo controllo del board.
Alibaba dovra’, a questo punto, dimostrarsi all’altezza della partita globale per la quale si e’ qualificata. E’ arrivata in Borsa immaginando fin dall’inizio una valutazione che la inserisce da subito di diritto nell’elite dei grandi gruppi, a un soffio da grandi firme vecchie e nuove quali Ibm e Facebook. Una valutazione a multipli compresi tra 25 e 29 volte gli utili attesi nel 2015, che dalla banche dell’Ipo - Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley Citigroup, Credit Suisse e Deutsche Bank che si spartiranno laute commissioni - sono stati stimati fino a 7 miliardi.
Dopo il debutto, c’e’ ora chi vede un’azienda forse solida ma ricca di sfide, non una scommessa certa. Bill Stone, di PNC, teme cali nei margini di profitto, erosi da acquisizioni, servizi mobili meno redditizi e controlli di Pechino su Internet. Trip Chowdry, di Global Equities Research, mette l’accento sul duello cruciale: per conquistare un futuro di leader internazionale, Alibaba deve ancora dimostrare di saper battere societa' del calibro di Amazon e Google sul loro terreno strategico, quello dell’innovazione.
