Usa 2020, Biden al bivio. E ora anche la South Carolina è a rischio

L'ex vicepresidente ha dato per scontata la sua vittoria nello Stato, ma gli afroamericani sembrano meno convinti di sostenerlo. Soprattutto dopo il voto in Iowa e New Hampshire

La South Carolina è considerata il vero punto di partenza della campagna elettorale di Joe Biden, il suo muro invalicabile per gli avversari. Un muro, però, che mostra profonde crepe, a due settimane dal voto che potrebbe, al contrario, mettere fine alla corsa presidenziale del candidato che, fino a poche settimane fa, era considerato l'indiscusso favorito per la nomination democratica.

Biden è a un bivio, dopo le sconfitte in Iowa e New Hampshire. E la South Carolina, che sembrava volersi affidare ciecamente all'ex spalla di Barack Obama, appare meno convinta di sostenerlo. È vero che Biden ha ottenuto il sostegno di quasi 200 tra figure importanti della comunità afroamericana, deputati statali e nazionali, che ha una rete di rapporti forte, costruita in decenni, e che gode di ottimi risultati nei sondaggi. Ma il suo vantaggio si sta erodendo, soprattutto da quando le sconfitte in Iowa e New Hampshire lo hanno relegato in secondo piano. In uno Stato in cui nel 2016 a votare sono state, per il 61%, persone afroamericane, il sostegno dei neri per Biden è, secondo un sondaggio di Quinnipiac elaborato a febbraio, pari al 27%, 22 punti percentuali in meno rispetto a un sondaggio precedente ai caucus in Iowa.

"Non basta dire 'sono eleggibile'" ha dichiarato Dahli Myers, vicepresidente del consiglio della contea di Richland ed ex sostenitrice di Biden, riferendosi al fatto che Biden appare come il candidato con più possibilità di battere il presidente Donald Trump. "Dammi un motivo per votarti" ha aggiunto, parlando con Politico. Il tema dell'eleggibilità, la sua retorica e l'idea di tornare all'America precedente a Trump non sembrano motivare gli elettori, soprattutto i giovani e quelli meno coinvolti in politica. "Non ho niente contro Biden, ma penso semplicemente che lui rappresenti il ritorno allo status quo" ha commentato il deputato Ivory Thigpen, che sostiene Bernie Sanders.

A complicare i piani di Biden non è tanto Sanders, che attira soprattutto un tipo di elettorato diverso, ma il miliardario Tom Steyer, che sta investendo massicciamente nella South Carolina per emergere dall'anonimato. Recentemente, Steyer ha ottenuto l'appoggio della deputata Gilda Cobb-Hunter, una dei politici afroamericani più influenti dello Stato, che ha deciso di unirsi alla sua campagna elettorale come consigliera. Nei 29 anni da parlamentare statale, non aveva mai sostenuto un candidato presidenziale durante le primarie. La deputata ha detto di non essere convinta che Biden possa battere Trump e gli ha rimproverato di non aver fatto campagna elettorale nello Stato. "La prima parte di ogni vittoria politica sta nel farsi vedere".

Quello che emerge dai colloqui di Politico con volontari, politici e analisti del luogo è che la campagna elettorale di Biden non è andata dalla gente, non ha chiesto il suo voto, così come non lo ha fatto con i tanti parlamentari statali che hanno scelto di appoggiare altri candidati; lo staff di Biden, a quanto pare, si aspettava di ricevere gli endorsement senza fare nulla per ottenerli.

"Joe Biden crede di avere il voto degli afroamericani" ha detto John King, un deputato statale che appoggia Steyer. "Non ha trascorso del tempo qui, mentre la squadra di Steyer è sul territorio". "Credo che la narrazione che vuole che gli afroamericani seguano uno specifico candidato non sia giusta per l'intelletto degli elettori afroamericani" ha commentato il deputato J.A. Moore, che appoggia l'ex sindaco Pete Buttigieg. "Non prendete il voto degli afroamericani, soprattutto quello delle donne, per scontato".

L'ultimo sondaggio della East Carolina University, condotto dopo i caucus dell'Iowa e le primarie in New Hampshire, posiziona Biden al primo posto con il 28%, nove punti percentuali in meno rispetto al sondaggio precedente all'Iowa; al secondo posto c'è Sanders con il 20% (+6 punti); poi Steyer con il 14% (-5), Buttigieg con l'8% (+4) e le senatrici Amy Klobuchar ed Elizabeth Warren con il 7% (rispettivamente +5 e -1 rispetto al sondaggio precedente).

Le primarie in South Carolina si terranno il 29 febbraio, sette giorni dopo i caucus del Nevada. La South Carolina assegna proporzionalmente 54 delegati "impegnati" (in più, ci sono nove superdelegati) per la convention nazionale, dove sarà eletto il candidato democratico alle presidenziali. Per ottenere la nomination, serve conquistare 1.990 delegati "impegnati"; i 771 superdelegati, liberi di votare per chi preferiscono, entreranno in gioco solo durante l'eventuale seconda votazione. Al momento, Buttigieg ha 22 delegati, Sanders 21, Warren 8, Klobuchar 7, Biden 6.

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