Pelosi con Trump: "Non vi avvicinate a Huawei"

La speaker della Camera Usa avverte gli alleati: "Non mettete le vostre comunicazioni in mano a un governo autocratico che non condivide i nostri valori"
Ap

"Questa è la più insidiosa forma di aggressione, avere le comunicazioni, la 5G, dominate da un governo autocratico che non condivide i nostri valori". L'attacco è contro Huawei, il colosso cinese delle telecomunicazioni accusato dagli Stati Uniti di essere al servizio del governo di Pechino per spiare l'Occidente, ma l'autore non è, come potrebbe sembrare, il presidente Donald Trump, bensì la democratica Nancy Pelosi, la speaker della Camera, che per una volta, almeno, è della stessa opinione della Casa Bianca.

Parlando alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, la leader democratica, secondo quanto riportato dalla Cnbc, ha detto: "Se volete costruire una coscienza collettiva di valori e rispetto per i diritti umani e tutto il resto, non vi avvicinate a Huawei, ma costruiamo insieme qualcosa che sarà per la libertà d'informazione".

Il sito Defense News scrive che, davanti alle telecamere e dietro le quinte, alla Conferenza di Monaco, Pelosi, l'amministrazione Trump e parlamentari democratici e repubblicani hanno avvertito gli alleati che il partito comunista cinese potrebbe costringere Huawei a usare le sue attrezzature per spionaggio informatico. "Le nazioni non possono cedere le infrastrutture di telecomunicazioni alla Cina per convenienza economica" ha detto Pelosi. "Una concessione così mal concepita servirebbe solo a incoraggiare [il presidente cinese Xi Jinping] a mettere a repentaglio i valori democratici, i diritti umani, l'indipendenza economica e la sicurezza nazionale".

Pelosi ha detto che non ci sono divisioni sull'argomento, negli Stati Uniti. "Abbiamo un accordo al riguardo, lo abbiamo messo nella nostra legge per la difesa nazionale [2020] perché crediamo sia un vero pericolo. Dobbiamo stare molto attenti a come procediamo". Pur essendo meno aggressiva nei confronti degli alleati europei, rispetto a Trump, Pelosi ha voluto avvertire i partner, rafforzata nelle sue convinzioni da anni trascorsi nella commissione Intelligence della Camera e dalle conoscenze sviluppate nel suo distretto elettorale nella Bay Area, vicino alla Silicon Valley.

Sabato, il segretario alla Difesa, Mark Esper, ha invitato la comunità internazionale a "svegliarsi davanti alle sfide poste dalla Cina", sottolineando che il futuro della Nato è a rischio qualora i partner europei decidessero di utilizzare la tecnologia 5G di Huawei. "E' essenziale che noi - in quanto comunità internazionale - ci svegliamo davanti alle sfide poste dalla manipolazione fatta dalla Cina dell'ordine internazionale basato sulle regole" ha detto Esper, nel suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. "Se non comprendiamo la minaccia e non facciamo qualcosa, alla fine questo potrebbe compromettere quella che è l'alleanza militare di maggior successo nella storia: la Nato" ha aggiunto.

A Monaco, ci sono oltre 40 parlamentari statunitensi; il senatore repubblicano Lindsey Graham, che guida una delle delegazioni arrivate da Washington, ha commentato: "Nancy Pelosi e Donald Trump vedono Huawei allo stesso modo". Graham ha poi avvertito gli alleati dell'Unione europea e del Regno Unito: "L'integrazione di Huawei nella vostra economia e nei vostri sistemi sarà devastante" per i loro rapporti. Due settimane fa, il governo di Londra ha deciso di permettere a Huawei di partecipare alla costruzione della rete 5G del Regno Unito, anche se con alcune restrizioni per impedirle di lavorare a parti che sono "critiche per la sicurezza". Secondo quanto riportato dalla stampa, un furibondo presidente Trump avrebbe criticato aspramente la decisione del premier Boris Johnson, in una telefonata tra i due. Nemmeno Germania e Francia vogliono escludere Huawei.

Il vicepresidente statunitense, Mike Pence, ha fatto intendere che la decisione del Regno Unito di permettere a Huawei di far parte dello sviluppo della sua rete 5G potrebbe essere motivo di rottura dei negoziati per un accordo commerciale. "Gli Stati Uniti sono molto delusi che il Regno Unito abbia deciso di andare avanti con Huawei" ha detto Pence, intervistato dalla Cnbc. "Vedremo" se sarà motivo di rottura, ha detto.

Il segretario alla Giustizia statunitense, William Barr, ha dichiarato che l'America dovrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di acquistare delle quote di maggioranza in Nokia ed Ericsson per creare un vero rivale della cinese Huawei nel produrre tecnologia per reti 5G. Secondo il ministro, gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero prendere il controllo delle due aziende europee "in modo diretto o tramite un consorzio di aziende americane e alleate". Nessuna delle due società ha le dimensioni di Huawei e nemmeno l’appoggio di un Paese con un mercato come quello cinese. Mettere a disposizione di una o entrambe le aziende "il nostro mercato e la nostra forza finanziaria" sarebbe utile a creare un "avversario molto più forte".

Gli Stati Uniti, intanto, continuano ad attaccare il colosso cinese. Nei giorni scorsi, il dipartimento di Giustizia ha annunciato nuovi capi d'accusa contro Huawei e due sussidiarie negli Stati Uniti. Le nuove accuse, tra cui quelle di racket e cospirazione per rubare segreti commerciali, si aggiungono a quelle per frode finanziaria che fanno già parte di un procedimento penale contro il colosso cinese delle telecomunicazioni in corso davanti a un tribunale federale di Brooklyn.

I procuratori hanno reso noto che le nuove accuse (per un totale di 16) sono relative ai tentativi di Huawei e delle sue sussidiarie di rubare delle proprietà intellettuali da sei aziende tecnologiche statunitensi. Tentativi andati a buon fine, secondo i procuratori. Sotto accusa anche quattro dirigenti, tra cui la Cfo di Huawei, Wanzhou Meng, che si trova in Canada, da dove combatte contro l'estradizione negli Stati Uniti.

Huawei è inoltre accusata, secondo quanto ha riportato il Wall Street Journal, di accedere di nascosto alle reti degli operatori telefonici attraverso le "back doors" che sarebbero a uso esclusivo delle forze dell'ordine. Il quotidiano statunitense scrive che gli Stati Uniti hanno mantenuto segrete queste informazioni fino alla fine del 2019: poi, le hanno condivise con alcuni alleati, tra cui la Germania e il Regno Unito, proprio per metterle in guardia da una collaborazione con il colosso cinese.

La legge prevede le "back doors" per permettere alle forze dell'ordine di avere accesso alle reti; accesso che invece è vietato alle aziende costruttrici. Secondo Washington, Huawei avrebbe mantenuto la capacità di accedere alle reti all'insaputa degli operatori. "Abbiamo le prove che Huawei ha la capacità segreta di accedere a informazioni sensibili e personali nei sistemi che vende in tutto il mondo" ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale, Robert O'Brien.

Gli Stati Uniti non hanno fornito dettagli sulle loro accuse, se non che Huawei avrebbe usato questi accessi vietati già nel 2009, con le reti 4G. La società cinese ha respinto queste accuse, come in passato ha respinto tutte le altre: "Non abbiamo mai e non faremo mai niente che possa compromettere o mettere in pericolo la sicurezza delle reti e dei dati dei nostri clienti".

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