Attacco hacker contro Clinton, più di 6 funzionari russi coinvolti

Secondo il Wall Street Journal, gli investigatori avrebbero già le prove per le incriminazioni, ma dovrebbero aspettare il prossimo anno

Il dipartimento di Giustizia statunitense ha identificato più di sei membri del governo russo coinvolti nei furti informatici dai computer del Comitato nazionale democratico durante la campagna elettorale presidenziale dello scorso anno. Lo rivela il Wall Street Journal, citando fonti vicine alle indagini. Le informazioni contenute in vari scambi di e-mail furono poi rese pubbliche, creando un danno al partito democratico e alla candidatura di Hillary Clinton.

Gli investigatori avrebbero già prove sufficienti per incriminarli, ma avrebbero deciso di aspettare il prossimo anno per farlo. Le agenzie d'intelligence statunitensi hanno già attribuito i furti informatici ai russi, ma l'incriminazione porterebbe alla luce per la prima volta i nomi delle persone responsabili.

Migliaia di e-mail e altri dati relativi al principale organo del partito democratico, insieme a messaggi di posta elettronica dall'account privato del capo della campagna elettorale di Clinton, John Podesta, furono pubblicati da WikiLeaks. Il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo governo hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento e qualsiasi tentativo di interferire nelle elezioni presidenziali statunitensi.

Il dipartimento di Giustizia e l'Fbi non hanno voluto commentare e il silenzio sulla faccenda è stato scelto anche dall'ambasciata russa a Washington. Il presidente Donald Trump, ricorda il Wall Street Journal, ha più volte detto di non credere che la Russia abbia cercato di interferire nella campagna elettorale statunitense, definendola "una scusa" di Clinton per giustificare la sconfitta.

In casi come questo, secondo le fonti del quotidiano, è molto improbabile che si arrivi all'arresto dei responsabili, ma le accuse pubbliche possono servire a far cambiare il comportamento dei governi stranieri che si nascondono dietro agli attacchi, come già successo per esempio in casi in cui era coinvolta la Cina.