Coronavirus, Fauci: "Negli Usa temiamo milioni di casi, potremmo avere tra i 100mila e i 200mila morti"

Il celebre immunologo americano ha parlato alla Cnn dove ha spiegato che la capacità degli Usa di fare test è piuttosto debole
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Gli Stati Uniti potrebbero, con molta probabilità arrivare ad avere "milioni di casi di coronavirus" mentre il bilancio delle vittime potrebbe addirittura oscillare tra i "100mila e i 200mila morti". A dirlo è Anthony Fauci, l’immunologo americano direttore dell'Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid) del National Institutes of Health (Nih) nonché uno degli uomini chiave della task force della Casa Bianca contro il coronavirus.

Fauci, che ha parlato durante il programma "State of the Union" condotto da Jake Tapper sulla Cnn, ha ribadito che ogni volta i modelli "offrono lo scenario peggiore dei casi e quello migliore". "Generalmente la realtà sta nel mezzo", ha spiegato Fauci sottolineando che durante la sua carriera non ha mai dovuto affrontare "lo scenario peggiore prospettato da un modello elaborato su una malattia infettiva".

Le parole dell’esperto sono arrivate quando ormai gli Stati Uniti si sono attestati come il primo Paese per numeri di contagi, oltre 120mila, anche se secondo lui è difficile fare previsioni perché è un "target in movimento": "Si tratta di numeri talmente in movimento che che ci si può facilmente sbagliare e si possono fuorviare le persone", ha aggiunto il medico secondo cui la capacità di fare test nel paese è rimasta piuttosto debole.

"Da quello che vediamo ora, direi che ci potrebbero essere 100.000-200.000 morti" per via del coronavirus ha ribadito Fauci che ha poi commentato la scelta di Trump di non imporre la quarantena agli stati di New York, Connecticut e New Jersey.

"Abbiamo chiarito, e il presidente ha concordato, che sarebbe stato molto meglio optare per quello che viene chiamato un forte consiglio", ha detto Fauci spiegando che un approccio meno rigido rispetto a una quarantena potrebbe comunque permettere di raggiungere un obiettivo analogo.

Secondo quanto dichiarato da Fauci ai microfoni di Jake Tapper, circa il 56% delle nuove infezioni nel Paese proviene dalla zona di New York City. “Ciò che assolutamente nessuno vuole è che le persone viaggino da quella zona verso altre aree del paese infettando inavvertitamente altre persone", ha aggiunto ancor l’immunologo. Per questo motivo Trump ha imposto dei "Travel Advisory" ai cittadini dei tre stati cos" da limitare al massimo gli spostamenti nella e dalla zona che ormai certificata come il più grande focolaio del Paese. Una misura con cui la Casa Bianca sconsiglia tutti gli spostamenti non necessari, per evitare la diffusione del contagio. "Riteniamo che il modo migliore per farlo sia un avviso, piuttosto che una quarantena molto severa. Il presidente ha concordato, ed è per questo che ha preso quella decisione ieri sera", ha concluso Fauci.