Facebook non cambia: continuerà a dare spazio alle fake news politiche

Unica novità: libertà di scegliere di non vedere inserzioni politiche
AP

Facebook ha annunciato che darà la possibilità ai propri utenti di scegliere di non visualizzare più inserzioni politiche. Questa è però l'unica novità riguardante la sua politica sulle pubblicità politiche, finita al centro di molte critiche, vista l'enorme diffusione di notizie false sul social network; inutile, finora, la pressione esercitata anche dai parlamentari statunitensi, che l'hanno accusata di eludere le sue responsabilità su cosa appare sulla sua piattaforma.

Facebook, quindi, ha deciso di non imitare Google, che ha vietato, per combattere la disinformazione, a politici e candidati di prendere di mira precise categorie di utenti ed elettori (microtargeting), e tantomeno Twitter, che ha completamente vietato le inserzioni politiche. 

Le preoccupazioni, e le fake news, stanno aumentando con l'avvicinarsi delle primarie democratiche e delle presidenziali statunitensi. A ottobre, un'inserzione pubblicitaria su Facebook pagata dalla campagna per la rielezione di Trump, per esempio, presentava delle accuse false contro l'ex vicepresidente Joe Biden; il candidato democratico chiese a Facebook di ritirare l'inserzione, vista da milioni di utenti, ma il social network si rifiutò di farlo in base alla "libertà d'espressione".

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Coronavirus, in California raddoppia in un giorno il numero di pazienti in terapia intensiva

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Il celebre immunologo americano ha parlato alla Cnn dove ha spiegato che la capacità degli Usa di fare test è piuttosto debole
Flickr

Gli Stati Uniti potrebbero, con molta probabilità arrivare ad avere "milioni di casi di coronavirus" mentre il bilancio delle vittime potrebbe addirittura oscillare tra i "100mila e i 200mila morti". A dirlo è Anthony Fauci, l’immunologo americano direttore dell'Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid) del National Institutes of Health (Nih) nonché uno degli uomini chiave della task force della Casa Bianca contro il coronavirus.

Coronavirus, oltre 2mila morti negli Stati Uniti. Trump rinuncia alla quarantena per New York

Il presidente americano impone delle limitazioni per provare a contenere i contagi dopo che negli Usa sono più di 120mila i casi
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Donald Trump torna sui suoi passi e abbandona l’idea di mettere in quarantena gli stati di New York, New Jersey e Connecticut dopo che nelle ultime ore quest’idea, da lui stesso paventata, aveva riscosso non poche critiche. È lo stesso presidente americano a darne notizia su Twitter: "Su raccomandazione della Task Force Coronavirus della Casa Bianca e dopo essermi consultato con i governatori di New York, New Jersey e Connecticut, ho chiesto di limitare rigorosamente gli spostamenti nell'area, sotto il controllo degli stessi governatori, in consultazione con il Governo federale. Ma non sarà necessaria una quarantena", ha spiegato il tycoon.

Wall Street, resta l'agitazione per coronavirus e petrolio

Dati in programma: indice dei prezzi e fiducia dei consumatori
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Coronavirus, Cuomo: "Prepararsi alla guerra". Trump pensa a una quarantena per New York

Il governatore dello Stato più colpito ribadisce l'urgenza di posti letto e respiratori e fornisce gli ultimi dati: 7.328 malati in ospedale, 1.755 in terapia intensiva, 728 morti (209 nelle ultime 24 ore). "Quarantena? Non ne so nulla" ha risposto
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Ci sono 7.328 malati di Covid-19 ricoverati in ospedale, con 1.755 in terapia intensiva; i morti sono stati 209 nelle ultime 24 ore, il totale ora è di 728; i test effettuati finora sono stati 155.934, le persone risultate positive 52.318. Sono i numeri elencati in conferenza stampa da Andrew Cuomo, il governatore di New York, lo Stato statunitense più colpito dall'emergenza coronavirus.

È legge lo storico piano di aiuti da 2.000 miliardi, in Usa oltre 100.000 casi di coronavirus

Venerdì, l'approvazione alla Camera e la firma del presidente Trump. Il numero di malati raddoppiato in 3 giorni
Ap

Il presidente Donald Trump ha promulgato lo storico piano di stimoli economici da oltre 2.000 miliardi di dollari per sostenere famiglie e aziende statunitensi, nel giorno in cui i casi confermati di nuovo coronavirus sono raddoppiati nell'arco di 72 ore, superando le 100.000 unità. In precedenza, era arrivata l'approvazione della Camera con un voto a voce.

Coronavirus, Trump contro Gm e Ford: "Cominciate a produrre ventilatori, ora!"

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Duro attacco del presidente statunitense Donald Trump contro General Motors e Ford, su Twitter, in un momento in cui il Paese cerca risorse e dispositivi per combattere il nuovo coronavirus. "General Motors deve immediatamente aprire la sua fabbrica stupidamente abbandonata di Lordstown in Ohio, o qualche altra fabbrica, e cominciare a produrre ventilatori, ora! Ford, inizia a fare i ventilatori, velocemente!".

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"Stiamo combattendo una guerra. È incredibile quello che stiamo facendo [...] Stiamo facendo un grande lavoro, stiamo costruendo degli ospedali in 3-4 giorni. Intorno a Pasqua ci sarà il picco, gli esperti prevedono che ci saranno dei veri progressi entro la fine di aprile". Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, che sta parlando a 'Fox and friends' su Fox News a proposito dell'emergenza coronavirus. Trump ha poi detto che il numero di morti "calerà molto" entro il primo giugno.

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General Electric

Quando il senatore Lindsey Graham ha chiamato il presidente Donald Trump, la scorsa domenica, è stato chiaro: se farai ripartire il Paese troppo presto, contro l'avviso degli esperti di salute pubblica, ti saranno addebitate le morti da nuovo coronavirus che seguiranno. Il senatore repubblicano, stretto alleato del presidente, gli ha anche detto che non sarà considerato l'unico responsabile: lo stesso partito repubblicano rischierebbe di essere incolpato di aver messo il commercio e i mercati azionari davanti alla salute degli americani, tra l'altro a pochi mesi dalle elezioni presidenziali. A raccontare la telefonata tra i due, al Washington Post, sono stati tre funzionari della Casa Bianca e un parlamentare repubblicano.