La SpaceX di Elon Musk verso l'offerta di connessioni internet satellitari

Lanciati 60 satelliti in orbita sul razzo Falcon 9
AP

Elon Musk ha fatto un passo ulteriore verso l'offerta di una connessione internet che passa dallo spazio e che punta a competere con quelle garantite da reti in fibra ottica o via cavo. La sua SpaceX ha lanciato da Cape Canaveral, Florida, il razzo Falcon 9 portando in orbita 60 satelliti Starlink (per un webcast clicca qui).

L'obiettivo è "connettere il mondo con servizi broadband ad alta velocità e affidabili" attraverso una costellazione di satelliti. Stando a quanto spiegato da Musk (che è anche Ceo di Tesla) su Twitter, il carico da 18,5 tonnellate è il più pesante ad essere stato trasportato dalla sua società spaziale. Lo stesso a.d. ha spiegato che serviranno altri sei lanci da 60 satelliti l'uno per avere una attivazione iniziale del servizio internet. Per avere invece una "copertura significativa" serviranno 12 lanci ulteriori.

Il Falcon 9 è atterrato con successo su una 'nave drone' chiamata "Of Course I Still Love You" (Ovviamente ti amo ancora) nell'Oceano Atlantico e sarà riutilizzato per lanci futuri.

Musk non è l'unico a volere offrire connessioni internet satellitari. La rivale Blue Origin di Jeff Bezos (il numero uno di Amazon) e OneWeb (della giapponese SoftBank) puntano a fare altrettanto.

Altri Servizi

Media: la Cina pronta a discutere un "accordo parziale" con gli Usa

Per Bloomberg e Ft, Pechino offre l'acquisto di più prodotti agricoli
Ap

La Cina è pronta a discutere "un accordo parziale" con gli Stati Uniti. Secondo Bloomberg, che cita una fonte con conoscenze dirette dei negoziati, Pechino è pronta a un possibile accordo, a condizione che il presidente Donald Trump non imponga più dazi sui prodotti cinesi, nemmeno quelli già programmati per questo mese e per dicembre. Secondo la stessa fonte, Pechino ha intenzione di offrire alcune concessioni, come l'aumento dell'acquisto di prodotti agricoli statunitensi, che però non riguardano il fulcro della contesa tra le due maggiori potenze mondiali. 

Wall Street, attenzione rivolta alle trimestrali

Oggi, i conti di Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Wells Fargo
AP

Wall Street, svanisce l'ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Pechino vuole approfondire alcune questioni prima di firmare la 'fase uno' dell'accordo
AP

Hunter Biden lascerà il board di un fondo di investimento cinese

Il figlio del candidato democratico si dimetterà da BHR e non lavorerà per nessuna società straniera in caso di elezione del padre alla Casa Bianca
Ap

Hunter Biden, il figlio dell’ex vicepresidente americano e candidato alle primarie democratiche Joe Biden, lascerà il suo posto nel Consiglio di Amministrazione di BHR, fondo di investimento cinese. Lo ha dichiarato il suo avvocato, George Mesires, in una nota nella quale ha specificato che Biden Junior non farà parte di alcun board di società straniere, né continuerà a lavorare per loro, qualora il padre dovesse vincere le presidenziali.

Ucrainagate, l’ambasciatore americano nell'Ue parlerà al Congresso: "Ho avuto rassicurazioni da Trump"

Secondo il Washington Post Gordon Sondland dichiarerà che il Tycoon lo rassicurò sul fatto che non c’erano legami tra gli aiuti a Kiev e la richiesta di indagare Biden
AP

Negli Stati Uniti continua a tenere banco l’Ucrainagate. L'ambasciatore americano nell’Unione Europea, Gordon Sondland, dopo un primo divieto da parte di Donald Trump, parlerà al Congresso e dirà che il presidente americano gli assicurò personalmente in una telefonata che non c'era nessun "quid pro quo" fra gli aiuti all'Ucraina e la richiesta di aprire un'indagine su Joe Biden.

Wall Street, ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Pechino apre a "un accordo parziale", secondo Bloomberg e Ft
AP

Warren: "Basta premiare i donatori con incarichi diplomatici"

La senatrice, candidata alle primarie democratiche per le presidenziali, lancia una nuova battaglia contro l'influenza dei soldi nella politica statunitense
AP

Basta ricchi donatori come ambasciatori. La senatrice statunitense Elizabeth Warren, candidata alle primarie democratiche per le presidenziali del prossimo anno, ha annunciato che, se eletta presidente, metterà fine alla consuetudine decennale di scegliere, per molti incarichi diplomatici, generosi donatori della campagna elettorale del presidente di turno. "Per decenni, le amministrazioni di entrambi i partiti hanno scelto come ambasciatori i grandi donatori. Solitamente non sono esperti del Paese, di politica estera o di qualsiasi cosa rilevante per l'incarico" ha scritto Warren. 

Caso Ucraina, arrestati due soci di Giuliani per fondi elettorali illegali

Avrebbero violato le leggi contro l'influenza straniera nelle elezioni

Due persone vicine a Rudy Giuliani, l'avvocato personale del presidente Donald Trump, sono state arrestate ieri sera in Virginia, con l'accusa di aver violato le leggi sui finanziamenti delle campagne elettorali. Lo scrive il Washington Post.

Wall Street, si guarda ai negoziati Usa-Cina

Indizi contrastanti sul possibile esito delle trattative, che ripartono oggi a Washington
AP

Warren: "Se vinco le primarie, sfido Trump senza i grandi donatori"

La senatrice è salita in testa alla media dei sondaggi nazionali di Real Clear Politics: è lei la preferita dei democratici per sfidare Trump
AP

La senatrice statunitense Elizabeth Warren, che sta affrontando la campagna elettorale per le primarie senza l'aiuto dei grandi donatori, ha detto che se otterrà la nomination democratica continuerà a rinunciare alle somme dei grandi finanziatori; si tratta di un cambio di strategia, visto che in passato aveva detto di voler rinunciare alle grandi donazioni solo per le primarie. A febbraio, alla Msnbc, aveva detto: "Non credo al disarmo unilaterale", riferendosi alle grandi donazioni di cui potrà disporre il presidente Donald Trump per le presidenziali del prossimo anno.