La SpaceX di Elon Musk verso l'offerta di connessioni internet satellitari

Lanciati 60 satelliti in orbita sul razzo Falcon 9
AP

Elon Musk ha fatto un passo ulteriore verso l'offerta di una connessione internet che passa dallo spazio e che punta a competere con quelle garantite da reti in fibra ottica o via cavo. La sua SpaceX ha lanciato da Cape Canaveral, Florida, il razzo Falcon 9 portando in orbita 60 satelliti Starlink (per un webcast clicca qui).

L'obiettivo è "connettere il mondo con servizi broadband ad alta velocità e affidabili" attraverso una costellazione di satelliti. Stando a quanto spiegato da Musk (che è anche Ceo di Tesla) su Twitter, il carico da 18,5 tonnellate è il più pesante ad essere stato trasportato dalla sua società spaziale. Lo stesso a.d. ha spiegato che serviranno altri sei lanci da 60 satelliti l'uno per avere una attivazione iniziale del servizio internet. Per avere invece una "copertura significativa" serviranno 12 lanci ulteriori.

Il Falcon 9 è atterrato con successo su una 'nave drone' chiamata "Of Course I Still Love You" (Ovviamente ti amo ancora) nell'Oceano Atlantico e sarà riutilizzato per lanci futuri.

Musk non è l'unico a volere offrire connessioni internet satellitari. La rivale Blue Origin di Jeff Bezos (il numero uno di Amazon) e OneWeb (della giapponese SoftBank) puntano a fare altrettanto.

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Coronavirus, in California raddoppia in un giorno il numero di pazienti in terapia intensiva

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Coronavirus, Pelosi attacca Trump: "Il suo negazionismo è costato vite umane"

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La speaker democratica della Camera, Nancy Pelosi, è tornata ad attaccare Donald Trump puntando il dito contro la sua risposta alla pandemia di coronavirus che ha investito il mondo e in particolar modo gli Stati Uniti, primo Paese per contagi dopo aver superato Italia e Cina. "Il suo negazionismo iniziale è stato letale", ha detto Pelosi alla Cnn ospite del programma "State of the Union" aggiungendo che mentre il presidente "temporeggia la gente sta morendo".

Coronavirus, Fauci: "Negli Usa temiamo milioni di casi, potremmo avere tra i 100mila e i 200mila morti"

Il celebre immunologo americano ha parlato alla Cnn dove ha spiegato che la capacità degli Usa di fare test è piuttosto debole
Flickr

Gli Stati Uniti potrebbero, con molta probabilità arrivare ad avere "milioni di casi di coronavirus" mentre il bilancio delle vittime potrebbe addirittura oscillare tra i "100mila e i 200mila morti". A dirlo è Anthony Fauci, l’immunologo americano direttore dell'Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid) del National Institutes of Health (Nih) nonché uno degli uomini chiave della task force della Casa Bianca contro il coronavirus.

Coronavirus, oltre 2mila morti negli Stati Uniti. Trump rinuncia alla quarantena per New York

Il presidente americano impone delle limitazioni per provare a contenere i contagi dopo che negli Usa sono più di 120mila i casi
White House /Shealah Craighead

Donald Trump torna sui suoi passi e abbandona l’idea di mettere in quarantena gli stati di New York, New Jersey e Connecticut dopo che nelle ultime ore quest’idea, da lui stesso paventata, aveva riscosso non poche critiche. È lo stesso presidente americano a darne notizia su Twitter: "Su raccomandazione della Task Force Coronavirus della Casa Bianca e dopo essermi consultato con i governatori di New York, New Jersey e Connecticut, ho chiesto di limitare rigorosamente gli spostamenti nell'area, sotto il controllo degli stessi governatori, in consultazione con il Governo federale. Ma non sarà necessaria una quarantena", ha spiegato il tycoon.

Wall Street, resta l'agitazione per coronavirus e petrolio

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Coronavirus, Cuomo: "Prepararsi alla guerra". Trump pensa a una quarantena per New York

Il governatore dello Stato più colpito ribadisce l'urgenza di posti letto e respiratori e fornisce gli ultimi dati: 7.328 malati in ospedale, 1.755 in terapia intensiva, 728 morti (209 nelle ultime 24 ore). "Quarantena? Non ne so nulla" ha risposto
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Ci sono 7.328 malati di Covid-19 ricoverati in ospedale, con 1.755 in terapia intensiva; i morti sono stati 209 nelle ultime 24 ore, il totale ora è di 728; i test effettuati finora sono stati 155.934, le persone risultate positive 52.318. Sono i numeri elencati in conferenza stampa da Andrew Cuomo, il governatore di New York, lo Stato statunitense più colpito dall'emergenza coronavirus.

È legge lo storico piano di aiuti da 2.000 miliardi, in Usa oltre 100.000 casi di coronavirus

Venerdì, l'approvazione alla Camera e la firma del presidente Trump. Il numero di malati raddoppiato in 3 giorni
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Il presidente Donald Trump ha promulgato lo storico piano di stimoli economici da oltre 2.000 miliardi di dollari per sostenere famiglie e aziende statunitensi, nel giorno in cui i casi confermati di nuovo coronavirus sono raddoppiati nell'arco di 72 ore, superando le 100.000 unità. In precedenza, era arrivata l'approvazione della Camera con un voto a voce.

Coronavirus, Trump contro Gm e Ford: "Cominciate a produrre ventilatori, ora!"

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Duro attacco del presidente statunitense Donald Trump contro General Motors e Ford, su Twitter, in un momento in cui il Paese cerca risorse e dispositivi per combattere il nuovo coronavirus. "General Motors deve immediatamente aprire la sua fabbrica stupidamente abbandonata di Lordstown in Ohio, o qualche altra fabbrica, e cominciare a produrre ventilatori, ora! Ford, inizia a fare i ventilatori, velocemente!".

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'The Donald' preme per far ripartire gli Stati Uniti al più presto, per paura che il crollo dell'economia possa costargli la rielezione. Potrebbe però far aggravare la crisi sanitaria, che non gli sarebbe perdonata dagli americani
General Electric

Quando il senatore Lindsey Graham ha chiamato il presidente Donald Trump, la scorsa domenica, è stato chiaro: se farai ripartire il Paese troppo presto, contro l'avviso degli esperti di salute pubblica, ti saranno addebitate le morti da nuovo coronavirus che seguiranno. Il senatore repubblicano, stretto alleato del presidente, gli ha anche detto che non sarà considerato l'unico responsabile: lo stesso partito repubblicano rischierebbe di essere incolpato di aver messo il commercio e i mercati azionari davanti alla salute degli americani, tra l'altro a pochi mesi dalle elezioni presidenziali. A raccontare la telefonata tra i due, al Washington Post, sono stati tre funzionari della Casa Bianca e un parlamentare repubblicano.

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Il presidente Usa intervistato da Fox News: "Se non avessi fatto nulla, avremmo rischiato 2,2 milioni di morti; avremo fatto un buon lavoro se saranno al massimo 200.000"
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"Stiamo combattendo una guerra. È incredibile quello che stiamo facendo [...] Stiamo facendo un grande lavoro, stiamo costruendo degli ospedali in 3-4 giorni. Intorno a Pasqua ci sarà il picco, gli esperti prevedono che ci saranno dei veri progressi entro la fine di aprile". Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, che sta parlando a 'Fox and friends' su Fox News a proposito dell'emergenza coronavirus. Trump ha poi detto che il numero di morti "calerà molto" entro il primo giugno.