Taylor Swift contro "l'autocrazia" dell'America di Trump

Intervista della cantante americana al Guardian

Per anni ha evitato di esprimere il suo orientamento politico. Ma dopo il silenzio durante la campagna elettorale del 2016 che ha portato Donald Trump alla Casa Bianca, Taylor Swift ha rotto il silenzio. Dicendo che avrebbe sostenuto Hillary Clinton. E che secondo lei, Trump crede che gli Stati Uniti siano una "autocrazia".

In una intervista al quotidiano britannico Guardian, la cantante ha detto: "Le cose che ti succedono nella vita sono quelle che sviluppano le tue opinioni politiche. Stavo vivendo nel paradiso degli otto anni di Obama, in cui vai, voti, la persona per la quale hai votato vince e tutti sono felici. Gli ultimi tre anni hanno preso alla sprovvista tutti, inclusa me stessa".

Swift ha giustificato il suo silenzio in ambito politico dicendo al Guardian che la sua carriera era iniziata nella musica country e che le era stato consigliato di non esprimersi. Poi qualcosa è cambiato dopo avere denunciato un DJ accusandolo di molestie sessuali (lei ha vinto la causa nel 2017). E nel 2018 ha rotto il ghiaccio quando è venuta allo scoperto dando il suo sostegno a due candidati democratici in Tennessee (lo stato in cui si sta cercando di impedire l'aborto). "Sono a favore della scelta. Non posso credere che questo sia succedendo", ha detto in riferimento allo stato natale.

Ora Swift non nasconde come la pensa. Dopo avere lanciato l'album "Lover" - che include una canzone sui diritti della comunità LGBT - l'artista ha lanciato una petizione contro le discriminazioni di genere sul posto di lavoro. E in vista delle elezioni americane del novembre del 2020, Swift è pronta a fare il possibile per impedire la rielezione di Trump.

"Non posso credere che siamo arrivati a questo punto. E' scioccante e orrendo. Voglio fare quello che posso per il 2020. Voglio capire come aiutare, quali sono i modi più efficaci per farlo", ha detto al Guardian.

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