Una battaglia legale sulla Terra potrebbe aver provocato il primo crimine commesso dallo Spazio

Un divorzio, le accuse di violenza, l'affidamento di un figlio. Sarebbe una storia ordinaria, se non coinvolgesse un'astronauta statunitense e la sua permanenza sulla Stazione spaziale internazionale
Nasa

Summer Worden è un’ex funzionaria dell’intelligence dell’aeronautica militare statunitense, Anne McClain un'astronauta che ha passato più di 200 giorni nello Spazio. Le due donne, sposatesi nel 2014, hanno divorziato lo scorso anno, dopo le accuse di violenza privata di McClain a Worden (a chiedere il divorzio è stata quest'ultima). La loro battaglia legale ha riguardato soprattutto l’affidamento del figlio di Worden, nato prima dell’inizio della sua relazione con McClain, ma rivendicato anche da quest'ultima durante la loro relazione, a causa del carattere irascibile e alle sbagliate decisioni finanziarie dell'altra. L’accusa di violenza privata è stata archiviata e Worden, che ha sempre negato, sostiene che l'ex moglie si sia inventata tutto per ottenere l’affidamento del figlio.

All'apparenza, sembrerebbe una storia come tante altre. La particolarità è che, nel loro caso, potrebbe essere stato commesso il primo crimine nello Spazio; a parlarne è un articolo del New York Times. Il caso nasce, mesi fa, dai dubbi di Worden, inquietata dal fatto che la moglie, da cui si era separata, sembrasse conoscere i dettagli di alcune sue spese private. Ai primi controlli, emerse un dato sorprendente: un accesso online al suo conto corrente era stato effettuato da un computer registrato presso la Nasa, l’agenzia spaziale statunitense. Era stata McClain a effettuare l'accesso, mentre era in missione sulla Stazione spaziale internazionale, in orbita intorno alla Terra.

McClain ha ammesso di averlo fatto, ma usando la consueta password e solo per monitorare le finanze della coppia, ancora interconnesse, e verificare che ci fossero i soldi per pagare le bollette e per la cura del figlio. Per Worden, però, McClain non aveva il diritto di farlo e ha quindi depositato una denuncia presso la Federal Trade Commission; la famiglia di Worden ha invece presentato una denuncia presso l'ufficio dell'ispettore generale della Nasa. Il crimine in questione, quello che potrebbe essere stato commesso nello Spazio, è quello di furto di identità.

Le cinque agenzie spaziali coinvolte nella Stazione spaziale internazionale - di Stati Uniti, Russia, Giappone, Canada ed Europa - hanno "da tempo stabilito procedure per gestire questioni legali che potrebbero emergere, mentre gli astronauti di diversi Paesi sono in orbita intorno alla Terra", scrive il New York Times. Mark Sundahl – direttore del Global Space Law Center, che per la Cleveland State University si occupa di questioni legali relative allo Spazio – ha detto di non essere a conoscenza di crimini commessi dallo Spazio o nella Stazione spaziale internazionale, come poi dichiarato anche dalla Nasa. Ogni astronauta, comunque, risponderebbe di un crimine solo nel proprio Paese.

In quelle settimane, McClain aveva ottenuto l'attenzione dei media per un altro motivo: avrebbe dovuto partecipare alla prima 'passeggiata nello Spazio' di sole astronaute, insieme alla collega Christina Koch. Il ruolo di McClain per quell'attività extraveicolare fu annullato, ufficialmente per la mancanza di tute della taglia di una donna, ma più di un dubbio è sorto dopo la diffusione delle sue questioni private; la Nasa ha poi negato di essere stata influenzata dalla vita privata di McClain.

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