Usa: conclusa (senza successo) la battaglia di Stein per il riconteggio dei voti

In Wisconsin, il vantaggio di Trump è aumentato di 131 voti

La battaglia della candidata dei Verdi alle presidenziali statunitensi, Jill Stein, per il riconteggio dei voti è arrivata alla conclusione. Il Wisconsin ha terminato le operazioni ieri, dopo dieci giorni, e la Commissione elettorale ha reso noto che certificherà la vittoria di Donald Trump. Il riconteggio ha fatto aumentare il vantaggio di Trump su Hillary Clinton di 131 voti, da 22.617 a 22.748 voti.

La Pennsylvania ha annunciato la vittoria di Trump ore dopo la decisione di un tribunale federale di bocciare la richiesta di Stein di procedere con un riconteggio, perché non ci sono prove a sostegno della tesi di una possibile manomissione dei voti. Già la scorsa settimana, il Michigan aveva bloccato, in tribunale, la richiesta di Stein.

Stein si era messa alla guida del movimento che, citando timori sulla regolarità del voto (non suffragati da prove) chiedeva il riconteggio dei voti in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, tre Stati storicamente democratici che hanno fatto vincere, con un margine esiguo e a sorpresa, il repubblicano Donald Trump; tre vittorie che hanno deciso, per poche decine di migliaia di voti, l'esito delle presidenziali. La campagna per il riconteggio, in pochi giorni, aveva raccolto oltre 6,9 milioni di dollari per finanziare le richieste.

Trump sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti grazie ai 306 grandi elettori conquistati. Bisogna ricordare che gli elettori statunitensi non eleggono direttamente il presidente, ma i 538 grandi elettori, divisi tra i 50 Stati (più il District of Columbia) in base alla popolazione: il candidato presidenziale che vince in uno Stato ottiene la totalità dei suoi grandi elettori (tranne in Maine e Nebraska), che poi eleggeranno il presidente. Ipotizzando un successo di Hillary Clinton in questi tre Stati, la candidata democratica avrebbe aggiunto 46 grandi elettori, raggiungendo il totale di 278, sufficiente a diventare presidente al posto di Trump. Il presidente eletto aveva attaccato duramente i Verdi, affermando che si trattava solo di una "truffa per riempire le loro casse, chiedendo un riconteggio impossibile".

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Pelosi con Trump: "Non vi avvicinate a Huawei"

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"Questa è la più insidiosa forma di aggressione, avere le comunicazioni, la 5G, dominate da un governo autocratico che non condivide i nostri valori". L'attacco è contro Huawei, il colosso cinese delle telecomunicazioni accusato dagli Stati Uniti di essere al servizio del governo di Pechino per spiare l'Occidente, ma l'autore non è, come potrebbe sembrare, il presidente Donald Trump, bensì la democratica Nancy Pelosi, la speaker della Camera, che per una volta, almeno, è della stessa opinione della Casa Bianca.

Oltre mille procuratori americani hanno chiesto le dimissioni di William Barr

Il procuratore generale accusato insieme a Trump di "interferenze nell’amministrazione della Giustizia"
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Più di 1.100 ex procuratori e funzionari del Dipartimento di giustizia, tanto democratici quanto repubblicani, hanno chiesto al procuratore generale William Barr di dimettersi per come ha gestito il caso Stone. La richiesta è arrivata in una lettera aperta in cui sono state condannate "in modo energico le interferenze del presidente Trump e del procuratore generale Barr nell'amministrazione della Giustizia" americana.

Gli Usa valutano lo stop all'export in Cina di motori GE

In ballo c'è la concessione della licenza che permette alla CFM International, una joint venture tra GE e la francese Safran, di incrementare la fornitura alla Cina dei motori a reazione Leap 1C
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La Casa Bianca sta valutando lo stop alle esportazioni in Cina di motori per aerei prodotti dalla General Electric. A riportare la notizia è il Wall Street Journal secondo cui l’amministrazione Trump potrebbe rifiutare la concessione della licenza che permette alla CFM International, una joint venture tra GE e la francese Safran, di incrementare la fornitura alla Cina dei motori a reazione Leap 1C, utilizzati nello sviluppo del Comac C919: si tratta di un aereo di linea sviluppato dalla Commercial Aircraft Corporation of China, Ltd. (Comac ndr), l'azienda aerospaziale cinese di proprietà statale.

A Wall Street, fa paura il coronavirus

Oggi, atteso il dato sui sussidi di disoccupazione
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Ci sono 607 miliardari negli Usa: solo 5 sono afroamericani

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"Diventare miliardari in America non è facile per nessuno, ma lo è ancora di più se sei nero". A dirlo è Business Insider dopo aver analizzato la lista dei 607 Paperoni d’America stilata da Forbes e tra loro solo cinque sono afroamericani. E se qualcuno pensa che questa statistica sia casuale lo studio di consulenza McKinsey rivela esattamente l’opposto. Se nel 1992, il patrimonio netto medio delle famiglie bianche era superiore di 100 mila dollari rispetto a quello delle famiglie nere, nel 2016 è cresciuto di circa 50mila dollari superando i 150 mila dollari. Un divario economico tra bianchi e neri che evidenzia l’abisso di opportunità economiche che separa cittadini bianchi e cittadini neri.

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È il terzo lunedì di febbraio, il giorno in cui gli Stati Uniti festeggiano il Presidents' Day, ovvero il Giorno dei presidenti. Donald Trump, il 45esimo presidente, è stato ieri in Florida per assistere alla Daytona 500, corsa del campionato Nascar, poi rinviata a oggi per il maltempo. Un appuntamento a cui non è voluto mancare per questioni elettorali: è consapevole dell'importanza della Florida, Stato che nel 2016 conquistò con un lieve margine e dove mantiene un tasso di approvazione del 49 per cento. I fan della Nascar, che sono diversi milioni, sono storicamente conservatori, secondo i sondaggi. "I sostenitori della Nascar non dimenticano mai che, a prescindere da chi vince la gara, quello che conta di più sono Dio, la famiglia e il Paese" ha detto Trump, davanti a un autodromo pieno. Tornato ieri sera a Washington, è stato tra gli ospiti del matrimonio del suo consigliere Stephen Miller, l'architetto delle sue politiche contro l'immigrazione.

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