Coronavirus, oltre 2mila morti negli Stati Uniti. Trump rinuncia alla quarantena per New York

Il presidente americano impone delle limitazioni per provare a contenere i contagi dopo che negli Usa sono più di 120mila i casi
White House /Shealah Craighead

Donald Trump torna sui suoi passi e abbandona l’idea di mettere in quarantena gli stati di New York, New Jersey e Connecticut dopo che nelle ultime ore quest’idea, da lui stesso paventata, aveva riscosso non poche critiche. È lo stesso presidente americano a darne notizia su Twitter: "Su raccomandazione della Task Force Coronavirus della Casa Bianca e dopo essermi consultato con i governatori di New York, New Jersey e Connecticut, ho chiesto di limitare rigorosamente gli spostamenti nell'area, sotto il controllo degli stessi governatori, in consultazione con il Governo federale. Ma non sarà necessaria una quarantena", ha spiegato il tycoon.

In sostanza il presidente americano ha preferito optare per dei travel advisory cos" da dissuadere i cittadini dei tre stati dal viaggiare o dal semplice spostarsi senza però chiudere i confini che invece rimangono aperti. Una scelta sicuramente apprezzata dal governatore di New York, Andrew Cuomo, che aveva duramente criticato la possibilità di una quarantena definendola in un’intervista alla Cnn una "dichiarazione federale di guerra agli Stati". Anche il messaggio che una simile scelta avrebbe dato al Paese era stato criticato dal governatore newyorchese. "Se si iniziasse a murare aree in tutto il Paese sarebbe semplicemente bizzarro, controproducente, anti-americano e antisociale".

Nel frattempo la situazione negli Stati Uniti, ormai diventato il primo Paese al mondo per numero di casi superando Italia e Cina, continua a peggiorare di ora in ora. Sono 120mila le persone risultate positive al Covid-19, oltre 2mila i morti, con l’area dello stato di New York che è la più martoriata con oltre 52mila casi. Nella sola Grande Mela, come scritto dal New York Post, sta morendo una persona ogni 17 minuti a causa del coronavirus. Una situazione drammatica che secondo il New York Times potrebbe diventare ben peggiore di quella vista a "Wuhan e in Lombardia".

Nelle ultime ore poi una notizia ha scosso ulteriormente il Paese: un bimbo di nemmeno un anno, risultato poi positivo al Covid-19, è morto in Illinois. La notizia è stata confermata dal governatore dello Stato, J.B. Pritzker mentre il direttore del Dipartimento di sanità pubblica, Ngozi Ezike, ha spiegato che "è in corso un'indagine per determinare la causa del decesso". "Dobbiamo fare tutto il possibile per prevenire la diffusione di questo virus mortale. Se non per proteggerci, almeno per proteggere coloro che ci circondano", ha aggiunto Ezike.

A Oakdale, in Louisiana, è stato invece registrato il primo decesso di un detenuto in una prigione federale. Si tratta, come racconta il Wall Street Journal, del 49enne Patrick Jones che stava scontando una pena di 27 anni per una serie di reati connessi alla droga. Jones, che soffriva di condizioni mediche pre-esistenti, ha iniziato ad accusare i primi sintomi il 19 marzo scorso e dopo essere stato visitato dai medici della prigione è stato trasferito in un ospedale locale dove è risultato positivo al coronavirus e dove le sue condizioni si sono repentinamente aggravate fino al decesso avvenuto il 21 marzo.

Trump continua invece a mandare messaggi d’incoraggiamento alla nazione in questo momento cos" delicato: "Con il coraggio dei nostri medici e delle nostre infermiere, con l'abilità dei nostri scienziati e ricercatori, con la determinazione del popolo americano e con la grazia di Dio, vinciamo questa guerra. Quando raggiungeremo questa vittoria, emergeremo più forti e più uniti che mai!”.