Gli Usa accusano: Deripaska riciclava denaro per conto di Putin

L'oligarca russo colpito dalle sanzioni Usa
Ap

Il dipartimento del Tesoro statunitense sostiene che l'oligarca Oleg Deripaska avrebbe aiutato il presidente russo Vladimir Putin a riciclare denaro. L'accusa è contenuta in una lettera inviata agli avvocati di Deripaska, ottenuta dal Financial Times, in cui le autorità statunitensi hanno spiegato i motivi delle sanzioni contro di lui.

Secondo l'Office of Foreign Asset Control (Ofac), l'agenzia che supervisiona le decisioni sulle sanzioni, Deripaska, nel 2016, era "tra le persone che deteneva asset e riciclava fondi per conto del presidente russo Vladimir Putin". Le sanzioni contro Deripaska e altri 23 importanti uomini d'affari e funzionari governativi russi nell'aprile 2018 sono state le misure più dure imposte da Washington in risposta all'invasione della Crimea da parter della Russia, nel 2014, e alle ingerenze nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016.

Deripaska ha fatto causa all'Ofac, costretta quindi a spiegare le ragioni della sua decisione nella lettera inviata lo scorso mese. In risposta alle accuse, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha detto al Financial Times: "Non è vero nulla, semplicemente".

Secondo Deripaska, il governo statunitense ha "devastato" la sua reputazione e la sua ricchezza con le sanzioni imposte contro di lui. Deripaska sostiene di aver perso, da allora, 7,5 miliardi di dollari. Deripaska ha ripetutamente negato un suo coinvolgimento nelle interferenze russe su cui ha indagato il procuratore speciale Robert Mueller.

Deripaska è stato in passato in affari con Paul Manafort - l'ex presidente della campagna elettorale di Donald Trump - condannato a 7 anni e mezzo di carcere per vari reati. L'oligarca ha costruito la propria fortuna con il collasso dell'Unione Sovietica, mettendo le mani sull'elettricità e sull’alluminio.

Altri Servizi

Wall Street, verso un'altra settimana volatile

Il presidente Trump 'rinuncia' a far ripartire gli Stati Uniti entro Pasqua
AP

Coronavirus, Pence: "Situazione Usa comparabile a quella dell'Italia"

Il vicepresidente Usa: "Il futuro è nelle nostre mani". I casi negli Stati Uniti sono 189.633, i morti 4.081

"Pensiamo che l'Italia sia l'area più comparabile agli Stati Uniti, in questo momento". A dirlo è stato il vicepresidente statunitense, Mike Pence, intervistato dalla Cnn sull'emergenza coronavirus. "Il nostro messaggio di ieri e per i prossimi 30 giorni è che il futuro è nelle nostre mani" ha dichiarato.

Usa, effetto coronavirus: 10 milioni di disoccupati in due settimane

La scorsa settimana, 6,6 milioni di nuove richieste di sussidi di disoccupazione, il doppio della settimana precedente
Ap

Il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta, la scorsa settimana, per ricevere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti ha registrato un aumento record, perché ha fortemente subito gli effetti della pandemia di coronavirus. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 3,341 milioni a 6,648 milioni di unità; gli analisti attendevano un dato in rialzo di 3,1 milioni. 

Wall Street riparte dopo il primo trimestre peggiore della sua storia

Oggi atteso il dato sull'occupazione nel settore privato
AP

Wall Street, resta l'agitazione per coronavirus e petrolio

Dati in programma: indice dei prezzi e fiducia dei consumatori
AP

Cuomo: "Coronavirus sottovalutato". Nello Stato di New York, 75.795 casi e 1.550 morti

I positivi aumentati del 14% in un giorno, i morti del 27,2%
iStock

Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha dichiarato che il coronavirus "è più pericoloso" di quanto atteso; nell'ultima giornata, i casi sono aumentati del 14% a 75.795 e i morti sono aumentati del 27,2% da 1.218 a 1.550. "Abbiamo sottovalutato questo virus, è più potente e pericoloso di quanto pensassimo". "Tutti vogliono sapere una cosa: 'Quando finirà?'. Nessuno lo sa, ma posso dire che non sarà presto. Quindi ricalibrate voi stessi e le vostre aspettativ, cos" da non essere delusi ogni mattina, quando vi svegliate".

Coronavirus, oltre 2mila morti negli Stati Uniti. Trump rinuncia alla quarantena per New York

Il presidente americano impone delle limitazioni per provare a contenere i contagi dopo che negli Usa sono più di 120mila i casi
White House /Shealah Craighead

Donald Trump torna sui suoi passi e abbandona l’idea di mettere in quarantena gli stati di New York, New Jersey e Connecticut dopo che nelle ultime ore quest’idea, da lui stesso paventata, aveva riscosso non poche critiche. È lo stesso presidente americano a darne notizia su Twitter: "Su raccomandazione della Task Force Coronavirus della Casa Bianca e dopo essermi consultato con i governatori di New York, New Jersey e Connecticut, ho chiesto di limitare rigorosamente gli spostamenti nell'area, sotto il controllo degli stessi governatori, in consultazione con il Governo federale. Ma non sarà necessaria una quarantena", ha spiegato il tycoon.

Trump allenta gli standard ambientali per le auto

Le nuove norme, che cancellano le misure volute da Obama, saranno subito portate in tribunale da Stati e gruppi ambientalisti

L'amministrazione Trump ha presentato le norme finali per allentare le misure sull'efficienza energetica delle autovetture volute da Barack Obama per contrastare il cambiamento climatico. I nuovi standard sono stati annunciati dal dipartimento dei trasporti e dall'Environmental Protection Agency (Epa), l'agenzia per l'ambiente.

Wall Street, attenzione alle richieste di disoccupazione

In programma anche il deficit della bilancia commerciale
AP

Coronavirus, Trump: picco a Pasqua, il numero di morti calerà molto entro giugno

Il presidente Usa intervistato da Fox News: "Se non avessi fatto nulla, avremmo rischiato 2,2 milioni di morti; avremo fatto un buon lavoro se saranno al massimo 200.000"
Ap

"Stiamo combattendo una guerra. È incredibile quello che stiamo facendo [...] Stiamo facendo un grande lavoro, stiamo costruendo degli ospedali in 3-4 giorni. Intorno a Pasqua ci sarà il picco, gli esperti prevedono che ci saranno dei veri progressi entro la fine di aprile". Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, che sta parlando a 'Fox and friends' su Fox News a proposito dell'emergenza coronavirus. Trump ha poi detto che il numero di morti "calerà molto" entro il primo giugno.