Le calciatrici della nazionale Usa chiedono 66 milioni in danni per discriminazione

A maggio comincerà il processo contro la federcalcio Usa
Ap

Le giocatrici della nazionale statunitense di calcio chiedono un risarcimento di oltre 66 milioni di dollari alla federcalcio (U.S. Soccer Federation) nell'ambito della loro causa per discriminazione di genere. La richiesta è contenuta nei documenti presentati ieri sera al tribunale distrettuale di Los Angeles, prima dell'inizio del processo, in programma il 5 maggio. Tra i documenti presentati, anche gli accordi collettivi della nazionale maschile e della nazionale femminile, da cui emerge non solo la disparità di trattamento per i bonus, ma anche la differente struttura dei pagamenti riservati ad atleti e atlete.

La causa intentata dalle 28 calciatrici, che accusano la federazione di "discriminazione di genere istituzionalizzata", ha ricevuto un'attenzione mondiale la scorsa estate, quando la nazionale statunitense ha vinto i Mondiali in Francia e giocatrici e spettatori hanno intonato il coro: "Equal Pay! Equal Pay!". All'inizio del mese, anche i giocatori della nazionale maschile hanno chiesto pubblicamente alla federazione di aumentare sensibilmente i salari per le giocatrici.

"Abbiamo dato prova del nostro valore nel corso degli anni" ha detto recentemente Carli Lloyd, una delle stelle della nazionale, in un'intervista alla Nbc. "La disparità di guadagno tra uomo e donna - ha aggiunto - è semplicemente troppo ampia".

Per esempio, un calciatore convocato per tutte e 16 le partite di qualificazione - fallita - allo scorso Mondiale, ha ottenuto 179.375 dollari dalla federazione. Una calciatrice che ha partecipato alle cinque partite di qualificazione ha ricevuto 52.500 dollari, più 147.500 dollari per la partecipazione e la vittoria della Coppa del Mondo. Le giocatrici, da tempo, si lamentano dei premi, delle condizioni di lavoro, dei viaggi e delle sistemazioni in albergo, considerate inferiori a quelle per gli uomini.

La federcalcio si difende: "Siamo consapevoli della narrazione pubblica intorno a questa causa, ma i fatti incontestabili raccontano una storia differente" e il tribunale "dovrebbe rigettare questa causa nella sua interezza".