Powell: "Lavoriamo per sostenere gli americani, Usa forse già in recessione"

Il governatore della Fed intervistato dalla Nbc. Sull'ipotesi del presidente Trump di far ripartire il Paese entro Pasqua, non si sbilancia: "Seguiamo gli esperti"
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Il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, si è rivolto agli americani durante un'intervista alla Nbc, assicurando che la banca centrale statunitense "sta lavorando duramente per sostenervi ora". Il piano di stimoli economici da 2.000 miliardi di dollari approvato la scorsa notte al Senato darà un "sollievo immediato" ai lavoratori colpiti dalla chiusura delle attività provocata dall'epidemia di coronavirus, ha detto Powell.

Gli Stati Uniti, ha aggiunto, "potrebbero già essere in recessione", ma l'attività economica dovrebbe ripartire nella seconda metà dell'anno. La banca centrale, ha concluso, continuerà a usare in modo aggressivo i suoi poteri per fornire prestiti d'emergenza. "Quando si tratta di prestiti, non finiremo le munizioni, non succederà. Abbiamo ancora spazi di manovra per sostenere l'economia".

Sull'idea del presidente Donald Trump di far ripartire il Paese entro Pasqua, Powell non si è sbilanciato: "Non siamo esperti di pandemia, quindi tenderemmo ad ascoltare gli esperti".

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Il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta, la scorsa settimana, per ricevere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti ha registrato un aumento record, perché ha fortemente subito gli effetti della pandemia di coronavirus. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 3,341 milioni a 6,648 milioni di unità; gli analisti attendevano un dato in rialzo di 3,1 milioni. 

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Il mese scorso, le aziende statunitensi hanno cominciato a licenziare, a cauda dell'emergenza coronavirus, i cui effetti saranno più visibili nei prossimi mesi; la disoccupazione è salita dai minimi degli ultimi 50 anni a un livello superiore a quello atteso dagli esperti. Negli Stati Uniti, a marzo sono stati persi 701.000 posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano una riduzione di 10.000 posti di lavoro. La disoccupazione è salita dal 3,5% al 4,4%, contro attese per un 3,7 per cento.

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"Stiamo combattendo una guerra. È incredibile quello che stiamo facendo [...] Stiamo facendo un grande lavoro, stiamo costruendo degli ospedali in 3-4 giorni. Intorno a Pasqua ci sarà il picco, gli esperti prevedono che ci saranno dei veri progressi entro la fine di aprile". Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, che sta parlando a 'Fox and friends' su Fox News a proposito dell'emergenza coronavirus. Trump ha poi detto che il numero di morti "calerà molto" entro il primo giugno.

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"Pensiamo che l'Italia sia l'area più comparabile agli Stati Uniti, in questo momento". A dirlo è stato il vicepresidente statunitense, Mike Pence, intervistato dalla Cnn sull'emergenza coronavirus. "Il nostro messaggio di ieri e per i prossimi 30 giorni è che il futuro è nelle nostre mani" ha dichiarato.

Cuomo: "Coronavirus sottovalutato". Nello Stato di New York, 75.795 casi e 1.550 morti

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Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha dichiarato che il coronavirus "è più pericoloso" di quanto atteso; nell'ultima giornata, i casi sono aumentati del 14% a 75.795 e i morti sono aumentati del 27,2% da 1.218 a 1.550. "Abbiamo sottovalutato questo virus, è più potente e pericoloso di quanto pensassimo". "Tutti vogliono sapere una cosa: 'Quando finirà?'. Nessuno lo sa, ma posso dire che non sarà presto. Quindi ricalibrate voi stessi e le vostre aspettativ, cos" da non essere delusi ogni mattina, quando vi svegliate".

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Donald Trump torna sui suoi passi e abbandona l’idea di mettere in quarantena gli stati di New York, New Jersey e Connecticut dopo che nelle ultime ore quest’idea, da lui stesso paventata, aveva riscosso non poche critiche. È lo stesso presidente americano a darne notizia su Twitter: "Su raccomandazione della Task Force Coronavirus della Casa Bianca e dopo essermi consultato con i governatori di New York, New Jersey e Connecticut, ho chiesto di limitare rigorosamente gli spostamenti nell'area, sotto il controllo degli stessi governatori, in consultazione con il Governo federale. Ma non sarà necessaria una quarantena", ha spiegato il tycoon.