Settimana folle a Wall Street: venerdì chiusura in forte rialzo, ma il Dow ha ceduto più del 10%

A pesare sui mercati sono stati il coronavirus, diventato una pandemia, e la guerra del petrolio scoppiata tra Arabia Saudita e Russia
AP

Wall Street ha chiuso in forte rialzo la seduta di venerdì 13 marzo, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato lo stato d'emergenza per contrastare la diffusione del coronavirus. Gli indici hanno fatto registrare il maggior rally dal 2008, dopo aver avuto, giovedì, la peggiore giornata dal 1987. Il Dow Jones ha guadagnato il 9,37%, lo S&P il 9,28%, il Nasdaq il 9,34%. Nella settimana appena trascorsa, il Dow ha perso il 10,4%, lo S&P 500 l'8,8%, il Nasdaq l'8,2%.

Lo stato d'emergenza servirà a sbloccare fino a 50 miliardi di dollari - stanziati per i disastri naturali - per usarli per contrastare il Covid-19. Trump ha fatto riferimento allo Stafford Act, la legge che dà alla Federal Emergency Management Agency (Fema), l'equivalente della nostra Protezione civile, il potere di coordinare il lavoro e di fornire gli aiuti necessari ai governi statali e locali. Venerd" notte, poi, la Camera ha approvato, con il consenso del presidente Donald Trump, una proposta di legge a sostegno delle famiglie, che comprende anche test sul coronavirus gratuiti per tutti, anche per le persone che non sono provviste di assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti, registrati finora circa 1.700 casi e 41 morti. Il presidente ha dichiarato che 50.000 test saranno disponibili già questa settimana e 5 milioni entro un mese.

I prezzi dei titoli di Stato americani hanno chiuso la settimana in ribasso, dopo che la Federal Reserve di New York ha annunciato che acquisterà 33 miliardi di dollari in titoli, come misura di emergenza per contrastare gli effetti sui mercati della diffusione del coronavirus. Dopo aver toccato in settimana il minimo storico allo 0,318%, i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - del decennale americano si sono riportati poco sotto l'1%; a metà febbraio, erano superiori all'1,5%. Settimana molto difficile anche per il petrolio Wti, che al Nymex ha chiuso, venerdì, in rialzo dello 0,7% a 31,73 dollari al barile, perdendo però nel corso della settimana il 23%. Si è trattato della terza settimana in calo consecutiva e del peggior calo percentuale settimanale dalla crisi finanziaria del 2008, a causa dei timori sulla domanda provocati dalla diffusione del coronavirus e dalla guerra dei prezzi scoppiata tra Arabia Saudita e Russia. L'oro ha chiuso in ribasso per la quarta seduta consecutiva, perdendo il 4,6% a 1.516,70 dollari all'oncia, con un ribasso settimanale del 9,3%, il risultato percentuale peggiore dal settembre 2011.

Sul fronte aziendale, Apple e Facebook hanno guadagnato ciascuna oltre il 10%, guidando i cosiddetti titoli Faang; Alphabet (Google) ha chiuso in rialzo del 9,3%, Amazon e Netflix hanno registrato guadagni superiori al 6%. Per quanto riguarda l'andamento dei titoli delle compagnie di navigazione e aeree, Norwegian Cruise Line ha guadagnato il 15%, dopo aver perso il 52,9% nei due giorni precedenti; Royal Caribbean è salita del 6,8%, dopo aver ceduto il 41,4% nelle due sedute precedenti; Carnival è cresciuta del 17,43%, dopo aver perso il 37,7% tra mercoledì e giovedì; United Airlines ha guadagnato il 12,3%, American Airlines il 6,39%, Boeing il 9,9%. A proposito di compagnie marittime, Trump ha ottenuto il blocco per 30 giorni delle navi da crociera di quattro armatori: "Su mia richiesta, Carnival, Royal Caribbean, Norwegian e Msc hanno concordato di sospendere le crociere in uscita per trenta giorni. È un settore grande e importante, sarà mantenuto tale" ha scritto Trump su Twitter.