Usa 2016: Clinton +3 milioni di voti, per Trump decisivi 3 Stati

Il miliardario è il repubblicano più votato della storia; meglio di Clinton, invece, solo Obama nel 2008. Decisivi solo 77.759 voti: quelli che hanno consentito a Trump di vincere in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin

Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali statunitensi, ma Hillary Clinton ha ottenuto quasi tre milioni di voti in più. A circa un mese e mezzo dall'Election Day, i dati sono definitivi e certificati: la candidata democratica, Hillary Clinton, ha ottenuto 65.844.610 voti (48,2%); il candidato repubblicano, Donald Trump, ha conquistato 62.979.636 preferenze (46,1%); tutti gli altri candidati, insieme, hanno ottenuto 7.804.213 voti (5,7%).

Bisogna ricordare che gli elettori statunitensi non eleggono direttamente il presidente, ma i grandi elettori, che poi eleggono il capo di Stato; il candidato presidenziale che vince in uno Stato ottiene la totalità dei suoi grandi elettori, tranne in Maine e Nebraska (nessuna legge federale, e nemmeno la Costituzione, costringe i grandi elettori a votare in un certo modo; ci sono però alcune leggi statali che li obbligano a votare seguendo l'indicazione popolare e che prevedono che gli "elettori infedeli" siano multati o persino esclusi e rimpiazzati). Trump ha conquistato 30 Stati, assicurandosi 306 grandi elettori (il 56,9% del totale). Lunedì 19 dicembre, la vittoria di Trump è stata certificata dal Collegio elettorale, con 304 grandi elettori che hanno votato per il miliardario (due repubblicani non lo hanno votato) e 227 per Clinton (cinque democratici non l'hanno votata).

In queste settimane, sono stati Dave Wasserman e il Cook Political Report ad aggiornare costantemente i dati provenienti dai 50 Stati e dal District of Columbia. Trump, nonostante la sconfitta nel voto popolare, è il candidato repubblicano più votato, avendo superato George W. Bush, che nel 2004 ottenne 62.039.073 voti.

Il democratico Barack Obama resta il candidato più votato in un'elezione presidenziale statunitense, con 69.297.997 preferenze ottenute nel 2008, ma Clinton ha ricevuto più voti di qualsiasi candidato bianco. In pratica, escluso l'attuale presidente, nessun candidato ha mai ottenuto più voti di Clinton, che ha anche un altro primato: quello di candidato perdente che ha ottenuto, nel voto popolare, il vantaggio maggiore (in valore assoluto, non percentuali) sul candidato vincente (quest'anno, per la quinta volta, il voto popolare ha premiato il candidato perdente).

Il Cook Political Report ha raccolto 22 fatti interessanti relativi alle elezioni presidenziali: tra questi, il più rilevante è che sono stati decisivi, per la vittoria di Trump, solo 77.759 voti, quelli che gli hanno permesso di conquistare Wisconsin (+22.748 voti), Pennsylvania (+44.307 voti) e Michigan (+10.704 voti); volendo essere ancora più specifici, sono state decisive tre contee: Macomb County in Michigan, York County in Pennsylvania e Waukesha County in Wisconsin.

Lo Stato dove è stato registrato il maggior incremento nel numero di voti rispetto al 2012 è stato il Texas (+12,2%), mentre all'opposto c'è il Mississippi (-6,7%). Lo Stato dove il partito repubblicano ha migliorato maggiormente il proprio risultato in termini percentuali è stato il North Dakota (+16,1%), mentre per i democratici è stato lo Utah (+30%), dove comunque ha perso.

Venerdì 6 gennaio, alle 13, i membri di Camera e Senato si incontreranno per l'annuncio formale del vincitore delle elezioni. Il passo successivo, e finale, sarà il giuramento del 45esimo presidente, Donald Trump, il 20 gennaio.

Altri Servizi

Wall Street preoccupata, dopo lo stop a Trump sulla riforma sanitaria

La scorsa settimana è stata la peggiore per gli indici statunitensi dall'inizio dell'anno
AP

Studiare in una università americana dopo la scuola superiore

Quello che bisogna sapere per scegliere e per essere ammessi in un college negli USA. Gli ostacoli da superare e gli strumenti migliori per battere la concorrenza nelle università più prestigiose
Unsplash

Cervelli in fuga non si nasce, si diventa. E il modo più semplice per diventarlo è 'studiarlo' a scuola. Abbiamo provato a confezionare una sorta di guida per iscriversi in una università americana dopo avere ottenuto un diploma di scuola superiore in Italia. Entrare in questo mondo di football, confraternite e campus da film, e ottenere una laurea in una università americana, è in assoluto la linea più diretta per andare a un punto A (non avere chiare prospettive di lavoro in Italia dopo la laurea) a un punto B (trovare un lavoro in America).

Trump, vietata un'altra sconfitta. Ma sulle tasse il rischio è alto

Dopo la bocciatura della riforma sanitaria, l'attenzione si sposta sul codice tributario. Anche in questo caso, i dissidenti potrebbero far naufragare i progetti del presidente
AP

Messo da parte il primo fallimento, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e i repubblicani in Congresso affronteranno da questa settimana il percorso legislativo che ha un obiettivo ancora più difficile da raggiungere della riforma sanitaria, bocciata venerd": la prima modifica al codice tributario in tre decenni.

Altro che la battaglia tra il presidente americano Donald Trump e il Congresso Usa, dove venerdì 24 marzo è stata ritirata la proposta di riforma sanitaria perché priva dei voti necessari per la sua approvazione alla Camera. Secondo un articolo del Wall Street Journal, è l'Italia a rappresentare la principale minaccia politica all'orizzonte per gli investitori.

La Bce conferma: è stata nel mirino degli hacker nordcoreani

L'Eurotower figura tra un centinaio di istituzioni prese di mira insieme alla filiale Usa di Deutsche Bank. Lo dice il NYT secondo cui i pirati informatici sono gli stessi che hanno rubato 81 milioni di dollari dalla Fed di NY e che hanno attaccato Sony

C'era anche la Banca centrale europea tra oltre 100 istituzioni finanziarie prese di mira da hacker nordcoreani. E' quanto sostiene il New York Times, che ha ottenuto e analizzato un elenco di indirizzi IP forniti da esperti di cybersicurezza e che a loro volta hanno passato al setaccio le tracce lasciate dai pirati informatici di Pyongyang quando lo scorso ottobre hanno cercato di intrufolarsi nelle reti di banche polacche. Queste sono state il principale target seguite da quelle americane, a detta del quotidiano newyorchese secondo cui nel mirino c'erano anche la Banca Mondiale di Washington, Bank of America, State Street, Bank of New York Mellon e la filiale statunitense della tedesca Deustche Bank. Anche le banche centrali di Russia, Venezuela, Cile, Messico e Repubblica Ceca erano nella lista degli hacker, mai emersa prima d'ora e che in Cina avevano solo un obiettivo: le filiali a Hong Kong e in Usa della Bank of China. Un portavoce della Bce ha risposto a una richiesta di commento di America24 spiegando che l'istituzione guidata da Mario Draghi "è venuta a conoscenza del tentativo di hackeraggio all'inizio di febbraio. Il nostro team dedicato alla sicurezza ha velocemente concluso che non siamo stati infettati e ha preso misure aggiuntive per prevenire ulteriori rischi legati a quel tentativo di compromissione. In quanto organizzazione finanziaria pubblica internazionale, la Bce è sempre un target di hacker e ha le misure e le procedure necessarie per gestire" tali minacce.

Vettura autonoma Uber provoca incidente, società sospende test

Per il momento la società ha deciso di sospendere i test e di togliere le vetture autonome dalle strade di Pittsburgh, in Pennsylvania, e appunto Tempe, in Arizona.

Una delle vetture autonome di Uber si è schiantata in Arizona, cosa che è destinata a metere sotto ulteriore pressione la società che già deve fare i conti con una serie di problemi interni e internazionali (si pensi per esempio alle tensioni con i tassisti in vari Paesi, tra cui l'Italia).

Dopo la sconfitta sanità, Trump riparte dalla riforma fiscale (e dagli attacchi)

Goldman Sachs ottimista. Jp Morgan più cauta: richiederà anni. Intanto il presidente critica i repubblicani ribelli che hanno provocato la sua prima sconfitta legislativa: "I democratici ridono a Washington". Sanders gli tende la mano

Dopo la devastante sconfitta per abrogare e sostituire Obamacare, Donald Trump riparte dalla riforma fiscale. Incapace di convincere tutti i repubblicani a votare per la "Ryancare", ritirata venerdì 24 marzo perché priva dei voti necessari per essere approvata alla Camera, il presidente americano ha bisogno di un riscatto, di una vittoria legislativa che dimostri che lui - "l'uomo dei fatti, non delle parole" - ci sa fare. La pressione è alta visto l'avvicinarsi dei primi 100 giorni della sua amministrazione. Ma un fallimento anche su questo fronte sarebbe pesantissimo, non solo nei confronti della sua base elettorale ma anche dei mercati che sperano in un allentamento della pressione fiscale da quando Trump ha vinto le elezioni dell'8 novembre scorso.

Pimco patteggia con il 're dei bond' Bill Gross, cacciato dal gruppo

Secondo indiscrezioni, il colosso americano dei fondi d'investimento controllato dal gruppo assicurativo tedesco Allianz versa oltre 81 milioni di dollari, che finiranno alla fondazione di Sue e Bill Gates

Pimco ha raggiunto un patteggiamento "amichevole" con il suo ex direttore investimenti nonché cofondatore, il 're dei bond' Bill Gross che nel settembre 2014 lasciò a sorpresa il colosso americano dei fondi d'investimento controllato dal gruppo assicurativo tedesco Allianz.

Facebook si dà alla musica per sfidare Spotify e YouTube

Il social network sta reclutando persone esperte nel settore per trattare con etichette musicali e mettere a punto le migliori licenze

Facebook sta sempre più puntando sulla musica per sfidare Spotify e YouTube. Il più grande social network al mondo è alla ricerca di tre top executive esperti del settore musicale per lavorare al suo quartier generale americano.

L'Opec ai membri: rispettate i tagli alla produzione

La compliance totale non è stata ancora raggiunta. L'Arabia Saudita controbilancia le mancanze dei Paei parte del cartello, ma non per sempre. A fine aprile la raccomandazione sull'estensione dell'accordo. Il 25 maggio la decisione

Rispettare il taglio alla produzione di petrolio deciso lo scorso anno altrimenti il mercato continuerà a soffrire. E' questo il messaggio lanciato dall'Opec ai 13 Paesi membri che il 30 novembre scorso siglarono un accordo storico - il primo in otto anni - che è entrato in vigore a inizio gennaio per sei mesi eventualmente rinnovabili. In pratica, le nazioni da cui arriva un terzo della produzione globale di greggio devono rispettare "molto seriamente" l'intesa per una riduzione dell'output di 1,2 milioni di barili al giorno. "Si deve fare di più", ha messo in guardia il ministro petrolifero del Kuwait che presiede la commissione del cartello per la compliance.