Wall Street, peggiore settimana dal 2008. E Goldman Sachs prevede un anno nero

Dai record di metà febbraio, i tre principali indici hanno perso circa il 30%. Secondo la banca statunitense, il Pil crollerà del 24% nel secondo trimestre
AP

Un'altra settimana volatile, un'altra settimana di passione per Wall Street, spaventata dalla pandemia di coronavirus e dagli effetti della Covid-19 sull'economia statunitense e globale. Venerdì, dopo aver aperto in rialzo e aver ondeggiato intorno alla parità per gran parte della mattinata, gli indici hanno girato in negativo dopo che il petrolio ha invertito tendenza. E hanno terminato in netto calo a causa delle forti vendite nel finale, dovute anche all'ordine dello Stato di New York di chiudere tutte le attività non essenziali: il Dow Jones Industrial Average ha perso più del 4%, lo S&P 500 il 4,3%, il Nasdaq il 3,8%.

La Borsa statunitense ha cos" registrato la peggiore settimana dalla crisi finanziaria del 2008, con il Dow Jones Industrial Average che ha perso oltre il 17%, scivolato sotto quota 20.000 punti, mentre il Nasdaq ha chiuso al di sotto dei 7.000 punti dopo aver perso il 12,6%; per lo S&P 500, un calo superiore al 13% dopo aver ceduto l'11,5% la settimana precedente. Dai record stabiliti a metà febbraio, gli indici hanno perso circa il 30%.

Il greggio - che giovedì aveva messo a segno la sua migliore performance giornaliera in termini percentuali, salendo del 23,8% - ha ceduto il 10,6% sul Nymex, terminando a 22,53 dollari al barile, subendo il rafforzamento del dollaro. La moneta verde, infatti, è considerata un bene rifugio e, per questo, la Federal Reserve è dovuta intervenire con nuove misure d’urgenza per garantire la liquidità in dollari nei mercati finanziari interni ed internazionali. A proposito di beni rifugio, l’oro è salito di 5,30 dollari, lo 0,4%, a 1.484,60 dollari all'oncia; il rendimento del titolo di Stato a 10 anni - che si muove inversamente al prezzo - è sceso nuovamente sotto l’1%. "A differenza del 2008, non c'è un rifugio" ha commentato Scott Martin, chief investment officer della Kingsview Wealth Management, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal: "La gente vuole possedere nient'altro che il contante".

Gli effetti della pandemia cominciano ad avvertirsi anche negli Stati Uniti: secondo le informazioni a livello statale, le richieste per i sussidi di disoccupazione potrebbero superare i 2 milioni nel rapporto del prossimo gioved", secondo Goldman Sachs; si tratterebbe di un livello senza precedenti. Gioved" scorso, è stato registrato un aumento di 70.000 unità a 281.000 per le nuove richieste, con il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione da più di una settimana leggermente aumentato a 1,701 milioni.

Secondo Goldman Sachs, inoltre, il Pil dovrebbe ridursi del 24% nel secondo trimestre, superando nettamente la maggior contrazione della sua storia, pari al 10%, registrata nel primo trimestre del 1958; nel primo trimestre, dovrebbe invece registrarsi un calo del 6%. Gli economisti poi attendono un rimbalzo del 12% nel terzo trimestre e del 10% nel quarto, con la disoccupazione però salita al 9%. Per l'intero 2020, atteso un calo del 3,8% su base annuale e del 3,1% nel quarto trimestre rispetto allo stesso trimestre del 2019. Solo cinque giorni prima, gli economisti di Goldman Sachs avevano previsto un calo del Pil del 5% nel secondo trimestre, dopo un dato piatto nel primo, e una ripresa nella seconda metà dell'anno che avrebbe portato a un +0,4% totale nel 2020.