Weinstein colpevole di stupro e atti sessuali criminali

Assolto dalle accuse più gravi, quelle di assalto predatorio

L'ex produttore cinematografico Harvey Weinstein è stato giudicato colpevole di stupro di terzo grado (cioè di rapporti sessuali con una persona non consenziente o con meno di 17 anni) e di aver commesso atti sessuali di primo grado (cioè rapporti orali o anali) nei confronti di un'altra donna, nel processo contro di lui a New York. Non è invece stato giudicato colpevole per "assalto predatorio" - l'accusa più grave - contro altre due donne, Miriam Haley e Jessica Mann. Durante il processo, sei donne hanno testimoniato contro di lui.

I capi d'accusa contro di lui erano in tutto cinque: oltre ai due per i quali è stato condannato e ai due per "assalto predatorio" per i quali è stato assolto, è stato giudicato non colpevole anche dell'accusa di stupro di primo grado nei confronti di Jessica Mann. Per gli atti sessuali di primo grado riceverà una condanna di almeno cinque anni (fino a un massimo di 25), mentre per lo stupro di terzo grado potrebbe ricevere fino a quattro anni di prigione. Per le accuse di "assalto predatorio", avrebbe potuto essere condannato al carcere a vita.

Dopo la lettura del verdetto, Weinstein è stato ammanettato e portato via; l'11 marzo verrà resa nota l'entità della condanna che dovrà scontare in carcere. Soddisfatto il procuratore del distretto di Manhattan, Cyrus Vance Jr., che ha detto che oggi è "un nuovo giorno", perché Harvey Weinstein "è stato considerato responsabile dei crimini commessi". Weinstein "è un predatore sessuale seriale violento che ha usato il suo potere per minacciare, stuprare, aggredire, ingannare, umiliare e mettere a tacere le sue vittime" ha aggiunto Vance, che ha definito "eroiche" le donne che sono uscite allo scoperto e lo hanno accusato.

Il verdetto "segna una nuova era di giustizia, non solo per chi ha rotto il silenzio, che ha parlato a suo rischio e pericolo, ma per tutti i sopravvissuti alle molestie, agli abusi e alle aggressioni al lavoro" ha commentato Tina Tchen, presidente e Ceo di Time's Up Foundation, che si batte contro le molestie e le aggressioni sul posto di lavoro. Tarana Burke, fondatrice del movimento #MeToo, ovvero del movimento che ha portato milioni di donne, in tutto il mondo, a denunciare gli abusi e le violenze subite, ha commentato: "Ci sono voluti anni, e milioni di voci, affinché un uomo fosse ritenuto responsabile dal sistema giudiziario".

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